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Hacker russi attaccano siti istituzionali italiani: quali sono gli obiettivi del collettivo Killnet

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L'appoggio dell'Italia all'Ucraina nel conflitto con la Russia ha scatenato l'ira di quest'ultimi. E così, dalle 22 di ieri - giovedì 19 maggio - è in corso un attacco hacker ad alcuni siti istituzionali italiani tra cui quello del ministero dell’Istruzione e quello Beni culturali, del Csm, dell'Agenzia delle Dogane e del ministero degli Esteri da parte di hacker russi riconducibili a collettivo Killnet. La polizia è al lavoro per mitigare gli effetti dell’azione. In particolare stanno operando gli specialisti della Polizia Postale.

 

 

Secondo quanto apprende l'agenzia di stampa LaPresse, l’attacco, messo a segno dal gruppo filo-russo Killnet, in modalità ddos, avrebbe riguardato qualche decina di siti e, dai primi rilievi, non sembrerebbe aver comportato furto di dati. Le azioni ddos, acronimo che sta per Distributed Denial of Service, traducibile in italiano come Interruzione distribuita del servizio, consistono nel tempestare di richieste un sito, fino a mandarlo in down. Nella notte lo stesso collettivo Killnet ha rivendicato l’attacco con un post su Telegram. Durante la guerra in Ucraina, il collettivo ha rivendicato attacchi dello stesso tipo ai siti governativi rumeni, polacchi e alcuni siti di aziende americane.

 

 

La stessa tecnica era stata adottata nei giorni scorsi contro l'Eurovision Song Contest, contro il sito della polizia, del Senato e del ministero della Difesa. Intanto, come spiega il Corriere della Sera, il Copasir ha fatto scattare un’indagine conoscitiva "sulle forme di disinformazione e di ingerenza straniere", anche con il riferimento a "minacce ibride e di natura cibernetica". Uno scenario non collegato solo alla crisi ucraina, ma che affonda le sue radici indietro nel tempo, alla missione "umanitaria" russa da noi, con l’Italia in piena emergenza Covid.