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Mafia, smantellato clan: 31 arresti tra Palermo, Reggio Calabria, Genova e Alessandria. Estorsioni, droga e armi

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Più di cinquanta estorsioni documentate da foto, filmati, intercettazioni in circa due anni nel territorio del mandamento di Brancaccio, a Palermo, da parte di polizia e carabinieri, coordinati dai magistrati della Dda, che questa notte, 17 maggio, hanno eseguito 31 misure cautelari, 29 in carcere e due arresti domiciliari nei confronti di altrettanti indagati, a vario titolo, di partecipazione ad associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale ed estorsione con l'aggravante del metodo mafioso. Tutti reati che hanno consentito alle famiglie mafiose di Roccella, Brancaccio, Ciaculli e Corso dei Mille di accumulare le risorse necessarie a stipendiare gli affiliati liberi e a mantenere le famiglie di quelli detenuti.

Gli inquirenti hanno accertato come fossero gli stessi imprenditori a carcare i mafiosi della zona per pagare il pizzo ed evitare di diventare bersaglio dei clan. Come nel caso di un impresario edile che, progettando di acquistare un terreno nella zona di competenza della famiglia mafiosa per costruirvi appartamenti, decide di avvicinare il responsabile del racket del mandamento per "mettersi a posto", consapevole di doversi assoggettare alle pretese mafiose per poter realizzare le costruzioni senza incorrere in furti, rapine o danneggiamenti. Oltre che nel territorio del mandamento di Brancaccio a Palermo il blitz di carabinieri e polizia che ha portato a 31 arresti, ha interessato anche indagati di Reggio Calabria, Alessandria e Genova. La squadra mobile e lo Sco in particolare hanno rintracciato in queste tre città indagati appartenenti o con solidi legami con il mandamento di Brancaccio ma che vivono fuori Palermo.

Secondo quanto scrive il gip gli indagati a cui viene contestata l'associazione mafiosa "fanno parte, in concorso e unitamente ad altre numerose persone, dell'associazione mafiosa denominata "Cosa Nostra", promuovendone, organizzandone e dirigendone le relative illecite attività e per essersi, insieme, avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti contro la vita, l'incolumità individuale, la libertà personale, il patrimonio, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o, comunque, il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, per realizzare profitti e vantaggi ingiusti per se e per gli altri, per intervenire sulle istituzioni e sulla pubblica amministrazione".