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Covid, Pregliasco: "Non sottovalutiamo il virus. Rischio nuova esplosione a ottobre"

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Il miglioramento della situazione non deve ingannare: se il Covid viene sottovalutato, a ottobre la pandemia rischia di esplodere di nuovo. Lo sostiene il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano. ai microfoni della trasmissione Rotocalco 264 condotta da Roberta Feliziani su Cusano Italia Tv. "Se prendiamo sottogamba il virus, a ottobre la pandemia rischia di riesplodere. In Portogallo varianti più diffusive stanno diventando prevalenti. Il virus si è un po' rabbonito ma non si è affatto raffreddorizzato". Queste le dichiarazioni di Pregliasco.

Il virologo ha aggiunto che la pensa come l'americano Fauci: "Se si prende sottogamba questo virus, a ottobre rischiamo che la pandemia riesploda. Bisogna stare attenti alle nuove varianti. Lo vediamo già in Portogallo dove le varianti 4-5 che sono più diffusive stanno diventando prevalenti. Ovviamente la pandemia non va in modo sincrono. La variante originale di Wuhan aveva un R con zero di 2,5; la Delta aveva circa R con 7, ora con Omicron siamo arrivati a R con 15-17". Quindi, secondo Pregliasco, non bisogna considerare l'emergenza superata definitivamente. 

"L'instabilità del virus e la capacità di diffondersi così illimitata - ha spiegato ancora durante l'intervista - sta evidenziando ciò che è meglio per lui: varianti contagiosissime e meno pesanti negli effetti sugli ospiti, ma non dobbiamo dire che si sta raffreddorizzando, diciamo che si è un po' rabbonito nelle nazioni come l'Italia dove si sono vaccinati in tanti. Ricordiamoci però che i casi sono molti di più rispetto a quelli del bollettino perché ci sono meno controlli, meno tamponi". Una situazione, quella attuale, quindi ben diversa da come viene descritta dai bollettini. Sia perché in molti casi il Covid non sta dando sintomi (e quindi chi è contagiato non se ne accorge), sia perché molte persone con sintomi lievi non si sottopongono al tampone. Secondo gli esperti è fondamentale non abbassare la guardia sul fronte dei vaccini e delle precauzioni.