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Vaccino anti Covid, l'Italia dona ancora 31 milioni di dosi Covax

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L'Italia dona ancora milioni di dosi di vaccino anti Covid. Lo ha annunciato il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi: "L'Italia donerà ulteriori 31 milioni di dosi attraverso Covax e ci impegniamo inoltre a donare 200 milioni di euro tramite l'Act Accelerator e per rafforzare la preparazione globale". Così il premier nel videomessaggio in occasione del secondo Global Covid 19 Summit. "L’Italia ha già contribuito alla risposta multilaterale alla pandemia con 445 milioni di euro e si è già impegnata a donare 69,7 milioni di dosi tramite Covax", ha ricordato Draghi, osservando che "dall’inizio dell’anno è stata registrata una media di 1,7 milioni di casi di Covid 19 al giorno in tutto il mondo. Siamo ancora indietro rispetto al nostro obiettivo comune di vaccinare il 70% della popolazione in ogni Paese entro la metà del 2022", ha concluso il premier. Draghi ha sottolineando che "si sta riducendo il divario nelle vaccinazioni, ma il tasso di copertura in alcuni Paesi rimane al di sotto del 10%".

Gli Stati Uniti e l'Unione europea, "stanno implementando l'Agenda Usa-Ue", stabilita il 22 settembre dello scorso anno, "per sconfiggere la pandemia globale, vaccinare il mondo, salvare vite e ricostruire una migliore sicurezza sanitaria". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta del presidente Usa, Joe Biden, e della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Dichiarazione diramata in occasione del secondo Summit globale sul Covid 19

Biden e von der Leyen hanno riaffermato le "pietre miliari" della loro "forte cooperazione" verso i cinque obiettivi dell'Agenda e hanno previsto "ulteriori azioni comuni". I punti rilevanti dell'ulteriore cooperazione Usa-Ue prevedono: un ulteriore sforzo per l'"equità vaccinale" e la diffusione dei vaccini a livello globale; il "rafforzamento" della catena globale di produzione e distribuzione; un maggiore coordinamento Usa-Ue per "migliorare" l'architettura sanitaria globale; un'azione di preparazione per il futuro in tema di detenzione e monitoraggio di nuove possibili minacce; e la ricerca e lo sviluppo di nuovi vaccini, terapie e strumenti di diagnosi.