Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Paul Ginsborg è morto, chi era lo storico nato a Londra ma innamorato dell'Italia. I libri, l'impegno politico e Berlusconi. Quanti anni aveva

Esplora:

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Innamorato dell’Italia. Della sua storia, delle sue tradizioni. Pronto a combattere per la sua democrazia. Messa in pericolo, secondo il suo punto di vista, dal berlusconismo rampante. È morto a 76 anni nella sua Firenze lo storico Paul Ginsborg, uno dei più importanti ed apprezzati accademici del nostro tempo. La sua “Storia d’Italia dal Dopoguerra a oggi” è stato uno dei manuali più letti e studiati, una delle prime grandi indagini sul Dopoguerra.

 

 

Nato a Londra nel 1945, Ginsborg ha pubblicato il suo libro più noto in una prima edizione nel 1989, per poi ampliarla un decennio dopo. Si era laureato al Queens' College dell'Università di Cambridge, dove iniziò il suo percorso accademico. Negli anni Ottanta si trasferì a Siena prima, a Torino poi, per approdare infine nel 1992 a Firenze, dove insegnò Storia dell'Europa contemporanea. Dal 2010 divenne cittadino italiano. Il suo approccio alla storia d’Italia non era solo politico, ma si concentrava anche sui temi sociali, partendo da quello della famiglia. Lucido, seppur schierato, il suo lavoro ha contribuito a dare agli stessi italiani una visione più ampia del proprio tempo, cercando di abbracciarne più ambiti.

 

 

Nel corso degli anni Duemila poi, l’impegno politico diventò più diretto, indirizzato soprattutto nei confronti di Berlusconi e della sua politica. In quel periodo Ginsborg fu una delle menti del movimento di protesta dei “girotondi”, insieme all’amico Francesco Pancho Pardi. Considerava intollerabili certe posizioni del governo guidato dal Cavaliere, in particolar modo nel rapporto tra il potere politico e la magistratura. Una corrente, culturale e politica, che ebbe grande eco, anche all’estero. “Il movimento in quanto tale non ha prodotto effetti di tipo organizzativo – ricorda oggi l’amico di una vita, Pancho Pardi  - Ma ha funzionato da lievito dentro la società e i suoi frutti li ha dati”. Diventò famoso anche per alcuni saggi di attualità politica, molto apprezzati da critica e pubblico. Vanno ricordati "Berlusconi. Ambizioni patrimoniali in una democrazia mediatica", "Il tempo di cambiare. Politica e potere della vita quotidiana", "La democrazia che non c'è", "Salviamo l'Italia", "Berlusconismo. Analisi di un sistema di potere" ed infine "Passioni e politica".