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Cagliari, studentessa picchiata e minacciata di morte da tre bulle: aveva ricevuto i complimenti di un ragazzo

Christian Campigli
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Una preda. Da conquistare. Un oggetto da detenere, per il proprio piacere. Una storia, quella che giunge da Cagliari, che fa ripiombare il nostro Paese in una sorta di perenne Medioevo. Ma che ha, come protagoniste in negativo, tre ragazze. E la loro ingiustificabile violenza. L'hanno picchiata selvaggiamente perché un ragazzo che interessava a una di loro le aveva fatto alcuni complimenti. L'hanno afferrata per i capelli, scaraventata sull'asfalto e presa a calci e pugni in testa. È accaduto nel centro del capoluogo sardo, in piazza Matteotti.

 

 

Vittima di tre bulle una studentessa di venti anni, che ha trovato il coraggio di denunciare alla polizia quanto le era accaduto. Due ragazzine di sedici e ventuno anni, tutte residenti nell'hinterland cagliaritano, sono state denunciate dalla squadra mobile della polizia per lesioni aggravate e minacce. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato dall'agenzia di stampa Ansa, a una delle denunciate piaceva un ragazzo, che in quel momento si trovava in piazza Matteotti. Il giovane l'aveva però respinta, mostrando invece interesse nei confronti della studentessa di vent'anni. È bastato questo per scatenare l'ira delle bulle.

 

 

La ragazza respinta ha prima insultato e minacciato la rivale “Sei una debole, fai la brava sennò ti ammazzo”, le avrebbe detto. Poi insieme alle due amiche si è scagliata contro di lei. L'ha afferrata per i capelli e scaraventata a terra, per poi colpirla in testa e all'addome con calci e pugni, arrivando persino a strapparle alcune ciocche di capelli. All'aggressione avrebbero assistito alcuni passanti ma nessuno, alla faccia del senso civico, è intervenuto o ha chiamato il 113. La vittima è stata medicata al pronto soccorso, per una contusione cranica e alla mandibola, con una prognosi di dieci giorni. Insulti e minacce sono proseguiti anche nei giorni successivi attraverso i social network, sino alla denuncia.