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Camorrista latitante si finge chef in Costa Azzurra per otto anni: arrestato dai carabinieri di Giugliano

Christian Campigli
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Una storia surreale. Di quelle che appassionano migliaia di lettori, da anni affascinati dalla penna straordinaria di Massimo Carlotto. Una vicenda che, al contrario, seppur incredibile, è assolutamente vera. Durante gli otto anni di latitanza era diventato chef, con una discreta fama in Costa Azzurra. Ma i carabinieri della compagnia di Giugliano, nell’ambito del progetto europeo '@ON' curato dalla Dia e in collaborazione con il servizio di cooperazione internazionale di polizia e la polizia nazionale francese, hanno rintracciato e arrestato Antonio Cuozzo Nasti, 56 anni  considerato un esponente di spicco della Camorra, vicino al clan Mallardo, egemone tra Napoletano e Casertano, cosca che fa parte dell’Alleanza di Secondigliano.

 

 

L’uomo era stato condannato a sedici anni di reclusione per rapina, ricettazione e porto illegale di armi, e si era reso irreperibile dal 2014. Cuozzo Nasti viveva in una cittadina non lontano da Cannes, dove si era costruito una nuova vita e, sotto falso nome, era diventato chef in un albergo di lusso, rinomato per la cucina italiana. Era diventato famoso in quell’angolo di Francia, sia per la sua capacità dietro i fornelli, che per la gentilezza e la simpatia, con la quale riusciva a farsi ben volere sia dai colleghi che dai clienti. Imprenditori ricchissimi, attori, persino politici. Abituati a vivere il bel mondo. E a mangiare in ristoranti di prima qualità.

 

 

Un uomo che, ogni giorno, andava a dormire, con un terribile segreto. Dopo otto anni ha dovuto togliersi la tenuta da chef e indossare nuovamente quella da condannato. Antonio Cuozzo Nasti è stato ammanettato nel suo appartamento, dove viveva solo e si è arreso senza opporre resistenza. Adesso è in attesa di estradizione in Italia. È il dodicesimo latitante catturato da agosto 2021 a oggi dagli uomini in divisa del comando provinciale di Napoli.