Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Maxi truffa sul reddito di cittadinanza, scovati 389 furbetti: danno erariale per 3 milioni di euro

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Il reddito di cittadinanza torna a far parlare di sé. E non per nuove assunzioni create dalla legge simbolo del Movimento Cinque Stelle o per modifiche ad una norma da sempre contestata da centro destra e renziani. Il sussidio di Stato è, per l'ennesima volta, al centro di un caso di cronaca nera. Per colpa dei cosiddetti “furbetti del reddito”. I carabinieri del comando provinciale di Catania, con la collaborazione dell'Inps, hanno denunciato questa mattina 389 persone, percettori del reddito di cittadinanza, in gran parte residenti nel popoloso rione di Librino.

 

 

L'aspetto più sconcertante della vicenda, come ricorda l'agenzia di stampa Ansa, è che tra loro ci sono anche 191 soggetti già noti alle forte dell'ordine, condannati e con gravi precedenti penali. C'è persino chi si è macchiato di reati di mafia. Gli indagati sono accusati di aver ottenuto indebitamente, dal 2020, il sussidio per merito di dichiarazioni false e omissive. Secondo la tesi accusatoria, erano numerosi i malviventi che risiedevano sotto lo stesso tetto con un familiare lavoratore o con moglie e marito, che, a loro volta, avevano avanzato una richiesta all'Inps per il medesimo sussidio statale. Tra i destinatari del reddito è stato identificato anche chi avevano indicato residenze fittizie e spesso inesistenti (numerosi cittadini stranieri avevano indicato la stessa abitazione, senza averci peraltro mai soggiornato), oppure indirizzi corrispondenti ad esercizi commerciali, cavalcavia e aree di campagna.

 

 

L'importo complessivo riscosso indebitamente è di circa tre milioni di euro. I denunciati sono stati segnalati all'Inps per l'immediata revoca del beneficio, con efficacia retroattiva, e l'avvio delle necessarie procedure di restituzione di quanto illecitamente percepito. Una realtà, quella dei furbetti del reddito, che continua a far discutere. Nell'indifferenza dei partiti di maggioranza, ben lontani dal trovare un'intesa per la modifica della legge.