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Mino Raiola non è morto, il tweet: "Per la seconda volta in quattro mesi mi uccidono"

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Morto. No, sta lottando. Alla fine arriva il tweet di Mino Raiola: "Stato di salute attuale per chi se lo chiede: incazzato, la seconda volta in 4 mesi che mi uccidono. Sembrano anche in grado di rianimare". Al termine di un corto circuito mediatico di pochi minuti, ci pensa proprio il re dei procuratori italiani di calcio a dire la sua - o chi per lui - tramite l'account Twitter ufficiale.

 

 

Ma cosa è successo? Mino Raiola è ricoverato dal 12 gennaio dopo aver subito un intervento in seguito a una malattia polmonare. Nelle ultime settimane le sue condizioni si aggravano e all'ora di pranzo di oggi - giovedì 28 aprile 2022 - si diffonde la notizia della sua morte. La comunicano i principali Tg, network nazionali, siti di riferimento. Spuntano coccodrilli, liste dei calciatori di cui cura gli interessi, patrimonio e giro d'affari. Per il mondo del calcio (e non solo), Raiola è morto. La prima smentita arriva da parte di Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele. “Sono indignato dalle telefonate di pseudo giornalisti che speculano sulla vita di un uomo che sta combattendo”. Poi il messaggio sul profilo Twitter di Raiola: “Per la seconda volta in 4 mesi mi hanno dato per morto, sembra sia anche in grado di resuscitare”.

 

 

Il re dei procuratori italiani, secondo Forbes nel 2020 era il quarto agente di calciatori nel mondo con un fatturato di quasi 85 milioni di dollari. Originario della Campania, la famiglia di Angri lui è nato a Nocera Inferiore prima del trasferimento in Olanda, ha 54 anni. Dopo aver lavorato nel locale dei genitori come cameriere, la svolta nel calcio. Lunghissimo l'elenco dei suoi assistiti. Da Pavel Nedved e Zlatan Ibrahimovic agli attuali Haaland, Donnarumma, Pogba, Verratti, Mkhitaryan e De Ligt. Recentemente proprio il trasferimento del portiere Donnarumma a parametro zero dal Milan al Psg lo aveva messo nel mirino delle critiche.