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Morte Ahmed, aperto fascicolo per istigazione al suicidio

Christian Campigli
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Una vicenda che ha sconvolto tutta l'Italia. Perché, quando muore un ragazzino di appena quindici anni, il minimo che si possa pretendere è capire chi ha compiuto questo folle gesto. E per quale motivo. Questa mattina giunge una novità che, solo in apparenza, può sembrare un dettaglio meramente tecnico. Il pubblico ministero che sta coordinando le indagini, Andrea Girlando, ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio per la morte di Ahmed Joudier, l'adolescente padovano di origini marocchine trovato morto nel Brenta ieri mattina.

 

 

Inizialmente il fascicolo ipotizzava il sequestro di persona; un cambio che consentirà però alla Procura di poter richiedere l'autopsia sul corpo del minorenne. Il dottor Andrea Porzionato (secondo la versione riportata dall'agenzia di stampa Ansa), che ha fatto un primo esame esterno sul corpo, la mattina del ritrovamento sul fiume, non ha trovato segni di colluttazione o violenza, nessun segnale che lasci intendere che il ragazzo, prima di finire del fiume, abbia opposto resistenza a qualcuno. Ma sarà l'autopsia a stabilire l'ora del decesso con esattezza, e a chiarire le cause della morte del giovane veneto.

 

 

Ahmed è uscito di casa giovedì scorso poco prima delle 22 a bordo di una bici rossa. Ha detto alla madre e alla sorella che sarebbe andato al patronato e che voleva loro bene. Poi ha mandato un messaggio alla ex fidanzata riferendole di aver paura per la sua incolumità. Qualcuno lo minacciava. Dalle 24 di quella sera il cellulare risultava staccato: è stato trovato da un passante proprio la sera della scomparsa e l’uomo ha messo la propria sim card. Di chi e di cosa aveva paura Ahmen? Le minacce e la sua morte sono collegate come sembra o sono solo una tragica coincidenza? Dubbi, ipotesi e un'unica granitica certezza: non si può morire così a quindici anni.