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Brescia, sesso di gruppo con le allieve: arrestato maestro di arti marziali, denunciata la moglie

Christian Campigli
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Una storia piena di ombre. Accuse pensatissime, che andranno vagliate al più presto. Giovani donne usate per i propri piaceri sessuali, senza alcun ritegno. Un maestro di karate, sua moglie e un promotore finanziario dell'hinterland bresciano sono accusati a vario titolo di violenza sessuale, aggravata, esercizio abusivo della professione medica, commercio abusivo di farmaci illegali e truffa aggravata. Secondo i carabinieri, l'esperto di arti marziali “avrebbe sfruttato il suo ruolo carismatico di maestro di arti marziali per creare un rapporto di dipendenza psicologica con alcuni allievi ed allieve che frequentavano la sua palestra, spingendoli a sessioni di sesso di gruppo cui talvolta avrebbe partecipato anch’egli, spesso insieme alla moglie che si sarebbe dedicata all’organizzazione degli incontri. Alcune delle vittime donne hanno denunciato di aver subito violenze sessuali durante queste occasioni”. Si tratterebbe, secondo la tesi accusatoria, di ragazze maggiorenni.

 

 

Le denunce delle vittime hanno fatto scattare le indagini portate avanti dai carabinieri di Chiari e Cologne. L'istruttore, un uomo di 52 anni, si trova da mercoledì agli arresti domiciliari, mentre i due complici sono stati denunciati a piede libero. La palestra è stata posta sotto sequestro. Perché, oltre alle violenze sessuali, gli inquirenti contestano all'atleta di aver praticato agopuntura senza aver conseguito i titoli necessari per farlo. Inoltre avrebbe prescritto farmaci illegali importati dall'estero, sostanze finalizzate al miglioramento e al potenziamento delle prestazioni sessuali. Ma al peggio non vi è mai fine in questa incredibile vicenda. L'esperto di karate avrebbe anche convinto i parenti di alcuni habitué della palestra ad investire ingenti somme di denaro, affidandosi al suo amico broker. La promessa, ovviamente mai mantenuta, era che il consulente finanziario avrebbe garantito loro un'elevata e sicura rendita mensile perpetua.

 

 

Il cinquantaduenne si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del giudice per l'indagine preliminare, davanti al quale è comparso per l'interrogatorio di convalida della misura cautelare. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbero quattro le allieve, tutte di età compresa tra i 18 e i 20 anni, vittime delle sue morbose attenzioni. Soggetti psicologicamente fragili e quindi più facilmente raggirabili. Le violenze si sarebbero consumate sia in palestra che nell'abitazione del karateka e si sua moglie.