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Covid, ricoveri stabili, ma diminuiscono quelli in terapia intensiva. Sileri: "Per il futuro spingere sulla vaccinazione"

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"Il Covid è un virus più cattivo rispetto a quello più influenzale, la società non era pronta a incontrare il virus così come lo abbiamo incontrato cioè con le vaccinazioni. I virus influenzali invece li incontriamo ogni anno. Nei prossimi anni il Covid sarà uno dei virus già incontrati e la popolazione sarà pronta per rispondere, diventerà un'influenza tra le peggiori ma sempre meno grave in termini di ricoveri e morti. Dobbiamo viverla con tranquillità, con una piccola cosa: proprio perché il virus è nuovo per la popolazione, forse quest'anno dovremmo ancora spingere un po' di più sulle vaccinazioni. E un uso transitorio di distanze e mascherine potrebbe essere ancora necessario. Non dobbiamo però essere più ossessionati da questo virus". Parole di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ai microfoni della trasmissione L'Italia s'è desta, condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus.

Intanto la Fondazione Gimbe ha diffuso i nuovi dati relativi alla situazione pandemica nel nostro Paese. Stabili i ricoveri con sintomi nell'ultima settimana: sono 10.214 a fronte dei 10.207 dei 7 giorni precedenti. Emerge dal monitoraggio relativo al periodo dal 13 al 19 aprile. "Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe – il numero dei posti letto occupati da pazienti Covid scende in terapia intensiva (-8,9%), mentre rimane stabile in area medica (+0,1%)". In area medica, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, i posti letto Covid sono risaliti per stabilizzarsi da un paio di settimane.

Al 19 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti Covid non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente: 15,8% in area medica e 4,5% in area critica. 13 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 36,9%, mentre solo la Sardegna supera la soglia del 10% in terapia intensiva. "Il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – conclude Mosti – è in ulteriore calo: la media mobile a 7 giorni si attesta a 39 ingressi/die rispetto ai 47 della settimana precedente".