Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rende, avances in chat e minacce di morte: arrestato 46enne

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

La considerava “cosa sua”. Non poteva concepire che lei lo rifiutasse. O che fosse, anche solo teoricamente, interessata ad un altro uomo. I carabinieri della compagnia di Rende, importante centro in provincia di Cosenza, hanno sottoposto questa mattina agli arresti domiciliari un quarantaseienne della vicina Montalto Uffugo, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti di una donna, precedentemente conosciuta sui social network. Una storia purtroppo che si ripete, con dinamiche pressoché identiche. Due persone, spesso sole, si scrivono in rete. Si scambiano delle opinioni, poi, piano piano, inizio a parlare di loro stessi. Ne nasce un'amicizia virtuale che, in pochi giorni, diventa reale. Peccato che trovarsi di fronte un uomo non è come parlarci su Facebook. Tanti piccoli dettagli fanno la differenza. Ad iniziare dal suo aspetto fisico.

 

 

Il quarantaseienne, che aveva trovato la donna avvenente, aveva fatto delle avances, piuttosto esplicite. Che erano però state rimandante al mittente. Nulla di particolarmente grave, almeno per un chi è dotato di buon senso ed equilibrio. Quell'uomo, al contrario, aveva iniziato a telefonarle dieci, venti volte al giorno. A mandarle messaggi e video minatori, nei quali la minacciava esplicitamente. Lo stalker, in numerose riprese fatte col proprio cellulare, si sarebbe rivolto alla “sua amata” sostenendo che fosse di “sua proprietà”. Ma non basta: il quarantaseienne l'avrebbe anche minacciata di morte, promettendo di far del male anche ai suoi familiari e, in particolar modo, a sua figlia.

 

 

La vittima, terrorizzata, è letteralmente fuggita di casa, andando a rifugiarsi da alcuni parenti. Le attività condotte dai militari della stazione di Montalto Uffugo hanno consentito di sorprendere l’uomo, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, fuori dalla propria abitazione, senza alcuna giustificazione, e in violazione delle prescrizioni imposte dal provvedimento. La successiva visione delle telecamere, l'analisi dei tabulati e le testimonianze dirette di chi ha assistito alle vessazioni e alle minacce, hanno portato all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti dello stalker.