Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid, Silvestri: "In autunno nuovo attacco del virus. Non dobbiamo farci trovare impreparati"

  • a
  • a
  • a

Sono dichiarazioni molto preoccupanti quelle rilasciate sul Covid a Il Fatto Quotidiano da Guido Silvestri, virologo della Emory University di Atlanta. Parole che mettono in guardia il mondo politico e scientifico e spingono a non farsi trovare impreparati nel prossimo autunno, quando il virus si farà di nuovo sentire in maniera pesante. "Una nuova recrudescenza di Sars-CoV-2 che si comporterà come tutti i virus respiratori, seguendo un andamento tipicamente stagionale - spiega - Saremo in grado di controllarla se ci faremo trovare preparati, cioè con la popolazione ben vaccinata, non solo anziani fragili, ma tutti, bambini compresi, e con quantità efficaci nel ridurre il rischio di Covid severo per Omicron e varianti simili".

Sull'allentamento delle restrizioni, Silvestri sostiene che detesta "l'espressione liberi tutti, è insensata dal punto di vista scientifico e impregnata di un sottofondo moralista e stigmatizzante verso i malati - dice - Il problema, semmai, è conciliare la necessità di contenere il virus con il fatto che le chiusure generalizzate portano a danni socio-economici e psicologici devastanti, soprattutto nei più poveri e nei più giovani. Trovo molto sensate le raccomandazioni del Cdc Usa, non dissimili dalle regole in vigore dal 1° maggio in Italia. La mascherina al chiuso è raccomandata solo se il livello di trasmissione del virus in una certa comunità è alto, livello che si determina sulla base di contagi, ricoveri ospedalieri e capacità di accoglienza del sistema sanitario".

E' l'ennesimo appello a non abbassare la guardia che arriva dal mondo scientifico. Quasi tutti gli esperti continuano a ripetere che la battaglia non è affatto terminata e che inizierà a seguire un andamento stagionale, come del resto accade quasi sempre contro i virus. Non farsi trovare impreparati è fondamentale non solo per combattere il Covid, ma anche per non mandare in tilt il sistema sanitario che altrimenti rischia di dover sottovalutare altre patologie.