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Truffa del Covid, furbetti denunciati dalla Finanza. False dichiarazioni per ottenere i contributi

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I furbetti del Covid. I militari del Comando Provinciale di Lucca della Guardia di Finanza hanno eseguito numerosi controlli di polizia economico-finanziaria finalizzati alla prevenzione e repressione delle frodi agli incentivi nazionali introdotti per fronteggiare l'emergenza sanitaria, riscontrando numerose irregolarità. Nello specifico, a fronte di oltre 1,5 milioni di euro di contributi controllati, sono state rilevate complessivamente 22 irregolarità e l'indebita percezione di oltre 370.000 euro, con la denuncia alla locale autorità giudiziaria, a vario titolo, di 19 soggetti per i reati di truffa, indebita percezione e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. In sostanza, senza averne diritto, avrebbero percepito contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle Entrate, previsti dal Decreto Rilancio. Particolare attenzione è stata rivolta ai contributi a fondo perduto erogati dall'Agenzia delle Entrate a fronte di cali di fatturato per l'emergenza epidemica. Nella maggior parte dei casi scoperti, i beneficiari, per ottenere il contributo, hanno comunicato all'ufficio finanziario competente dati non veritieri.

Le violazioni più frequenti riguardano la comunicazione di un fatturato "2020" inferiore rispetto a quello realmente contabilizzato. Nell'ambito dei controlli sui finanziamenti assistiti da garanzia, invece, il più delle volte le corrispondenti domande di ammissione all'agevolazione sono state presentate con autocertificazioni in difetto dei parametri richiesti. Tra i casi più eclatanti, quello scovato dal dipendente gruppo delle fiamme gialle di Viareggio con riferimento a una ditta individuale viareggina esercente l'attività di ristorazione, il cui titolare aveva indicato ricavi non veritieri, pari a 142.467,89 euro, beneficiando indebitamente di un finanziamento pari a 25.000 euro. Il titolare, in particolare, aveva autocertificato che tali proventi risultavano dall'ultima dichiarazione fiscale presentata; tuttavia, dai riscontri effettuati è emerso che i ricavi indicati nella dichiarazione per quell'anno (2018) erano pari a zero.

Inoltre, i militari hanno scoperto che, nonostante la partita Iva risultasse formalmente attiva, di fatto l'attività di pizzeria era cessata in epoca antecedente all'emergenza sanitaria, in virtù di un contratto di cessione di ramo d'azienda. Pertanto, a seguito del deferimento del titolare della ditta alla Procura della Repubblica di Lucca per indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, fino a concorrenza dell'importo indebitamente percepito pari a 25.000 euro, eseguito in questi giorni dalle fiamme gialle viareggine. In un'altra circostanza è emerso che il rappresentante di una società ispezionata (un'agenzia immobiliare di Lucca), dopo aver percepito un finanziamento di 24.000 euro, girava lo stesso a favore del socio accomandatario, il quale, a sua volta, utilizzava l'importo per eseguire lavori di ristrutturazione della propria abitazione, nonché per altri scopi personali, eludendo il vincolo di destinazione dei fondi all'attività dell'impresa.