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Matteo Renzi, udienza preliminare dell'Inchiesta Open. L'ex premier presente in tribunale

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Questa mattina, lunedì 4 aprile, al tribunale di Firenze, davanti al giudice Sara Farini, udienza preliminare per la richiesta di rinvio a giudizio, avanzata dalla procura, per 15 indagati, di cui 4 sono società, nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Open su presunte irregolarità nei finanziamenti: tra di essi figurano il senatore Matteo Renzi, leader di Italia Viva; la deputata Maria Elena Boschi, capogruppo Iv alla Camera; il deputato del Pd, Luca Lotti. All'udienza presente anche Renzi. La procura è rappresentata dai pubblici ministeri Luca Turco e Antonino Nastasi, titolari dell'inchiesta avviata nel 2019. Le altre persone fisiche indagate sono l'ex presidente della Fondazione Open, Alberto Bianchi e l'imprenditore Marco Carrai, che insieme a Renzi, Boschi e Lotti formava il cosiddetto Giglio magico; poi Patrizio Donnini, Alfonso Toto, Riccardo Maestrelli, Carmine Ansalone, Giovanni Caruci, Pietro Di Lorenzo.

I pm contestano agli indagati, a vario titolo, i reati di finanziamento illecito ai partiti, corruzione, riciclaggio, traffico di influenze. L'inchiesta su Open, fondazione creata anche per finanziare le convention annuali della Leopolda ideate da Renzi fin dal 2010, venne alla luce nel settembre del 2019, quando la procura delegò alla guardia di finanza decine di perquisizioni ai finanziatori della stessa Open in 11 città. All'avvocato Bianchi, che ne era il presidente, era stata sequestrata la lista dei finanziatori, molti dei quali poi risultati estranei all'inchiesta.

Oltre alle spese per le convention della Leopolda, Open raccolse finanziamenti per due campagne per le primarie del Pd (2012 e 2013), la seconda delle quali portò all'elezione a segretario di Matteo Renzi, e anche per la campagna elettorale per il referendum costituzionale del 2016. Agli indagati Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi, in quanto membri del consiglio direttivo di Open, e anche a Renzi è contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti. Due gli episodi di corruzione per l'esercizio della funzione che vengono contestati entrambi a Lotti, ex membro del cda della Fondazione e membro del governo tra il 2014 e il 2017, prima come sottosegretario alla presidenza del Consiglio e segretario del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e poi come ministro dello Sport, periodo in cui, secondo le accuse della Procura, si sarebbe adoperato per disposizioni normative favorevoli a due società che aveva finanziato Open, la Toto Costruzioni e la British American Tobacco.