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Prodotti alimentari, a marzo raffica di rincari rispetto al 2021: sul podio oli, vegetali freschi e burro

Christian Campigli
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Era nell'aria. In molti, nei bar, nelle palestre e per la strada ne parlavano da settimane. Complice l'inflazione, i rincori energetici e le conseguenze della pandemia prima e della guerra in Ucraina poi. Oggi arriva la triste conferma. Che rischia di azzoppare definitivamente la ripresa economica nazionale. Raffica di rincari per i prodotti alimentari a marzo. In testa ci sono gli oli (non quello di oliva, ma la somma di tutti gli altri tipi), con un più 23,3% rispetto a marzo 2021. Al secondo posto i vegetali freschi, aumentati del 17,8% in un anno. Sul gradino più basso del podio, il burro che vola del 17,4% e che in un solo mese registra un preoccupante +2,6%. Sono alcuni dei dati di un'approfondita analisi stilata per l'agenzia di stampa Adnkronos dall'Unione Nazionale Consumatori, sulla base dei dati Istat.

 

 

Al quarto posto il prodotto simbolo della cucina italiana, la pasta (secca, fresca e preparati di pasta) con +13%. Seguono i frutti di mare, con un incremento del 10,8% e la farina (+10%). Al settimo posto il pollame, la prima delle carni con +8,4%, poi la frutta fresca (+8,1%), che si colloca al secondo posto dei rincari mensili con un allarmante +2,8% rispetto a febbraio 2022. Chiudono la top ten il pesce fresco (+7,6%) e i gelati (+6,2%). In undicesima posizione i preparati di carne (carne macinata, wurstel e salsicce) con +5,9%, il pane (fresco e confezionato) saliti del 5,8%, a pari merito con i succhi di frutta e la verdura. Seguono il latte conservato e la margarina (+5,7%), il riso e lo zucchero (+5,6%). Al diciottesimo posto l'olio di oliva con +5,5%, poi i vegetali surgelati (+5,4%). Chiude la top 20 la carne ovina e caprina con +4,9%.

 

 

Se l'inflazione ha raggiunto il record del luglio 1991 lo si deve anche ai prodotti alimentari e alle bevande analcoliche che con un +5,8% si collocano al terzo posto dei rialzi tra le divisioni di spesa, dopo abitazione, acqua ed elettricità (+28,3%) e trasporti (+12,1%). Si tratta di un aumento del costo della vita, solo per mangiare e bere, pari in media a 323 euro annui a famiglia, che sale a 391 per una coppia con un figlio, a 434 per una coppia con due figli, 475 per una con tre figli. Una vera e propria stangata”, sottolinea Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.