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Maurizio Gucci, la vera storia dell'omicidio: come morì l'imprenditore della moda e quanto fu pagato l'assassino

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L'omicidio di Maurizio Gucci avvenne il 27 marzo 1995 a Milano. Gucci, dopo la morte del padre, nel 1983 assunse la direzione della società di moda che guidò per un decennio sino a quando non vendette le sue quote al gruppo della Investcorp, società di Nemir Kirdar, per 270 miliardi di lire. La sua morte fece molto scalpore.

 

 

La mattina del 27 marzo 1995, Maurizio Gucci si dirige verso l'ufficio della sua nuova società in via Palestro 20, a Milano. Arrivato allo stabile, in procinto di entrarvi, saluta il portinaio Giuseppe Onorato e si accinge a salire i pochi scalini. Dietro di lui sopraggiunge un uomo che, impugnando un'arma da fuoco, lo colpisce quattro volte (due volte sulla schiena, una sul gluteo e l'ultima alla tempia sinistra), uccidendolo solo con l'ultimo colpo. Il portinaio che assiste all'omicidio, tentando di intervenire, viene a sua volta colpito e ferito dall'assassino. Il killer scappa poco lontano, dove una Renault Clio con a bordo il suo complice lo attende.

 

 

Delle indagini viene incaricato del caso il commissario Filippo Ninni, che insieme ai magistrati inquirenti cerca di individuare l'assassino. Scartate le ipotesi che Maurizio Gucci sia stato vittima di un crimine originato da questioni di affari, gli inquirenti esaminano la possibilità che la moglie dell'imprenditore, Patrizia Reggiani, possa aver provocato la morte di suo marito, dato che varie volte aveva pubblicamente espresso forti rancori nei suoi confronti. Le indagini su tale possibilità proseguono sino a che non si risale a Ivano Savioni e Giuseppina Auriemma. Alcune intercettazioni rivelano conversazioni telefoniche tra Savioni e Auriemma e il coinvolgimento dei due nell'omicidio dell'imprenditore e della Reggiani come mandante. Così il 31 gennaio 1997 la Criminalpol preleva dalla sua abitazione la moglie di Gucci e Benedetto Ceraulo, accusato di essere l'esecutore materiale del delitto, Orazio Cicala, autista nonché complice dell'assassino, Ivano Savioni, accusato di essere l'organizzatore del delitto procurando il sicario alla Reggiani, e Giuseppina Auriemma, intermediaria fra la mandante del delitto e gli esecutori materiali. L'assassinio del signor Gucci fu commissionato per una cifra pari a 600 milioni di lire. Patrizia Reggiani (condannata a 29 anni, ma ne ha scontato solo 18) e Benedetto Ceraulo non hanno mai ammesso il loro coinvolgimento nell'omicidio. Tuttavia le prove, le intercettazioni e le rivelazioni da parte di altri membri del gruppo hanno concluso il caso con l'incarceramento.