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Crotone, arrestato diciottenne che investì bimba ucraina di 5 anni

Christian Campigli
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Una storia terribile. Che, in un attimo, ha distrutto due vite. E ne ha rovinate almeno altre quattro. Una bambina scappata dagli orrori della guerra, morta per colpa di un adolescente tanto infantile quanto ingiustificabile. È stato arrestato questa mattina dai carabinieri il diciottenne che ha investito domenica, col proprio furgone, una bimba ucraina di cinque anni, giunta da pochi giorni in Italia insieme ai suoi genitori. Dalle indagini dei militari del comando provinciale di Crotone è emerso che il giovane avrebbe provocato deliberatamente l'incidente. Fondamentali le testimonianze di alcune persone, presenti sul luogo del sinistro. Alla base del folle gesto l'amore, o meglio una cotta adolescenziale, per la cugina della piccola. Che, da alcuni giorni, aveva iniziato a frequentare un sedicenne italiano. Quest'ultimo si trovava insieme alla fidanzatina e teneva in braccio la bimba, mentre camminavano serenamente per strada.

 

 

Il conducente del furgone, un Fiat Doblò, a sua volta interessato alla ragazza, avrebbe sterzato volutamente sui tre, forse solo per far loro paura. Nell'impatto è rimasto ferito gravemente anche il rivale in amore, ora ricoverato con prognosi riservata, (ma non in pericolo di vita), nell'ospedale del capoluogo calabro. La ragazza diciassettenne contesa invece è rimasta illesa. L'arresto dell'adolescente, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, è stato eseguito dagli uomini in divisa in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica. Dalle indagini è emerso, tra l'altro, che il diciottenne, dopo avere notato la bambina ucraina, la cugina e il fidanzato di quest'ultima camminare in fila indiana lungo la strada, ha invertito il senso di marcia e si è poi diretto deliberatamente col furgone contro il gruppo.

 

 

L'incidente è avvenuto lungo una strada provinciale, in località Cantorato. Il giovane arrestato, che aveva soltanto il foglio rosa, in un primo tempo era stato denunciato con l'accusa di omicidio stradale, insieme al padre di quarantaquattro anni, che era in auto insieme a lui e che aveva tentato inizialmente di addossarsi la responsabilità esclusiva di quanto era accaduto. La bimba era giunta in Calabria il 26 febbraio scorso, ed era ospite, con la mamma ventinovenne ed il fratellino più piccolo, della zia materna. Quest'ultima, da molti anni vive a Crotone, città nella quale lavora come dipendente di un agriturismo della zona. Una bambina scappata dall'orrore della guerra. Che ha trovato la morte per colpa di un'insana concezione dell'amore. Un diciottenne che dovrà trascorre tanti anni dietro le sbarre. E due famiglie distrutte per colpa di un gesto tanto stupido quanto ingiustificabile.