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Milano, rapina armato di coltello e violenza sessuale su minore: fermato 17enne

Christian Campigli
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Immigrazione e violenza. Un dittongo sul quale le forze politiche, per anni, si sono letteralmente scannate. Da una parte il centro destra, che ha cercato in ogni modo di evidenziare come esistesse un file rouge impossibile da non vedere. Dall'altro lato della barricata la sinistra, che rispondeva dando dei razzisti agli esponenti di Fratelli d'Italia e della Lega. Oggi un nuovo episodio, che riaccenderà un'interminabile polemica. Un diciassettenne è stato fermato dalla polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, con l’accusa di essere l’autore di una rapina commessa nei giorni scorsi all’interno di una fermata della linea gialla della metropolitana meneghina. Il minorenne non si sarebbe macchiato solo di furto, ma avrebbe anche violentato un ragazzo quattordicenne.

 

 

Il malvivente, sabato 12 marzo, prima si è impossessato del denaro in contanti, circa trenta euro, che la vittima aveva nel suo portafogli. Poi l'avrebbe costretto a seguirlo nel mezzanino della fermata di Porta Romana, sotto la minaccia di un coltello che l'italiano di seconda generazione, originario dell'Est Europa, teneva in mano. Quindi lo ha obbligato ad accompagnato fuori dalla metropolitana e, dopo circa un chilometro, arrivati in una stradina, si è fatto masturbare dal quattordicenne. Quest'ultimo ha sporto immediatamente denuncia e, in pochi minuti, sono partite le indagini. Gli investigatori si sono avvalsi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno confermato la dinamica dell'episodio e la descrizione fornita dalla vittima. 

 

 

“Successivamente – evidenzia la questura in una nota -, i servizi di osservazione svolti nelle vicinanze della zona dove sono stati commessi i fatti hanno permesso di rintracciare il presunto autore, che è stato riconosciuto sia per i tratti somatici che per parte dell'abbigliamento indossato. Il diciassettenne, che è stato sorpreso con un coltello al seguito e con una minima quantità di sostanza stupefacente per uso personale, è stato condotto in stato di fermo presso il Cpa (Centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti) di Torino”. Un gesto ignobile. Una vicenda sulla quale sarà indispensabile far al più presto piena luce. Un caso sul quale la politica tornerà a dividersi. In immense e, spesso, infruttuose tavole rotonde. Che sembrano create ad hoc non per risolvere il problema della sicurezza, ma solo per esaltare la propria posizione. E denigrare quella della controparte.