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Bari, quattro arresti per terrorismo: "Finanziavano imam dell'Isis in Albania"

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Christian Campigli
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Una minaccia che sembrava svanita nei meandri del tempo. Complice la pandemia, il lockdown e la guerra in Ucraina, il terrorismo fondamentalista islamico era scomparso dalle prime pagine dei quotidiani internazionali. E dall'attenzione dell'opinione pubblica italiana. Ma si sa, l'erba cattiva non muore mai. Avrebbero raccolto e inviato denaro per finanziare in Albania l'attività terroristica dell'imam Genci Abdurrahim Balla, ritenuto vicino all'Isis e già condannato a diciassette anni di reclusione per aver reclutato decine di combattenti, inviati poi in Siria. È questa l'accusa della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari nei confronti di quattro cittadini di origine albanese, residenti nella provincia pugliese, arrestati questa mattina dai poliziotti della Digos.

 

 

L'attività consisteva nel promuovere all'interno della comunità islamica barese una raccolta fondi destinata a offrire assistenza all'imam della moschea Xhamia e Letres di Kavaje (piccolo centro vicino a Tirana). Agli arresti domiciliari sono finiti Yljan Muca, 31 anni, Roland Leshi, 37 anni, Elsio Ramku, 33 anni, Roland Belba, 37 anni, residenti tra Bari, Adelfia e Rutigliano. Muca sarebbe stato il promotore dell'iniziativa di raccolta del denaro, Leshi e Ramku avrebbero avuto il ruolo di intermediari e Belba, cognato di Muca, con la complicità di altre due persone in Albania, avrebbe materialmente trasferito i soldi attraverso canali non tracciabili. In alcune occasioni avrebbero trasportato i contanti in un borsone nascosto in un camion, a bordo di un traghetto. Le indagini, svolte anche attraverso il monitoraggio delle comunicazioni via web, hanno consentito di raccogliere gravi indizi in merito alle condotte di condivisione ideologica con la propaganda jihadista, la detenzione di documenti, audio e video e comunicati riconducibili all'Isis (ad esempio prediche degli ex leader dello Stato Islamico Abu Bakr Al Baghdadi e del suo successore Ebu Ibrahim El Hashimi El Kureshi). Tutti tradotti in albanese.

 

 

“C'è una conversazione intercettata nel 2020 - ha sottolineato il coordinatore della Dda di Bari, Francesco Giannella, all'agenzia di stampa Agi - nella quale si parla dei Balcani, si parla dell'Ucraina, in una visione di contrapposizione estrema tra Occidente e Oriente. Si parla di una appropriazione dell'Ucraina da parte degli occidentali, finalizzata alla produzione di gas”. Per i quattro arrestati persino il Covid doveva essere considerato "un minuscolo soldato di Allah", inviato sulla Terra per punire la miscredenza degli occidentali. Negli ultimi due anni sono stati documentati numerosi viaggi, uno ogni sessanta giorni. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra maggio e luglio 2020. Un pericolo che sembrava ormai svanito. Una minaccia, quella della guerra santa, degli attentati kamikaze e del reclutamento di giovani islamici, che trova la sua spinta nella delirante interpretazione del Corano. Un pericolo che, anche in Italia, torna ad essere di stretta attualità. E sul quale abbassare la guardia sarebbe un errore imperdonabile.