Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Nasce l'Universitas Libertatis, il percorso di formazione politica di Silvio Berlusconi

Pietro De Leo
  • a
  • a
  • a

Nei patimenti della politica interna si è fatta largo una notizia, questi giorni. L’avvio dell’Universitas Libertatis, il progetto che Silvio Berlusconi aveva in animo oramai da svariati lustri, ossia creare un percorso di formazione per quanti abbiano in animo di intraprendere un percorso politico. Il leader di Forza Italia ha affidato il progetto a Stefano Bandecchi, imprenditore, presidente dell’Unicusano, ateneo telematico, che ha messo in campo infrastruttura e organizzazione per “mettere a terra" questo progetto. Dall’altra parte del campo, nel centrosinistra, qualche settimana fa era filtrata la notizia di una scuola di formazione del Pd, affidata a Gianni Cuperlo, che vede in cattedra esponenti d’area impegnati nelle istituzioni, giornalisti, esperti di comunicazione.

 

 

Si tratta di iniziative che potrebbero segnare un’inversione di tendenza, e l’inizio di una storia nuova. Quella della ricostruzione del primato della politica. Indispensabile in un mondo attraversato da un biennio di scossoni. Prima il Covid, ora la guerra in Ucraina. Eventi di grande portata legati ad un filo rosso che si allaccia ad altri scenari in mutamento: dal protagonismo della Cina all’impennata demografica dell’Africa, fino all’impatto della tecnologia sulle nostre vite quotidiane. Dalla caduta del Muro in poi, nella realizzazione illusoria di quell’intuizione che Francis Fukuyama definì “fine nella storia”, abbiamo rincorso il miraggio dell’archiviazione delle culture politiche. Così facendo, il mondo e la società sono finite in balìa di altre forze, o meglio altri poteri. L’economia, il condizionamento dei grandi marchi nella coscienza pubblica, in Italia la giustizia.

 

 

Oggi, la storia con uno scrollone riporta in primo piano l’importanza dei significati. Dover fare i conti con il contenuto proprio della libertà in una fase che ci vede uscire da un periodo di restrizioni applicate alla vita personale e all’espressione economica senza i precedenti. Ed in un’altra che ci vede fare i conti con la minaccia, alle porte dell’Europa, di un modello di governo che quelle libertà le nega sistematicamente, imponendo il controllo e la delazione reciproca come assetto sociale. Dover ridefinire il concetto di sicurezza, nel mondo in cui la dimensione cibernetica assume i contorni di un vero e proprio “doppio” rispetto al nostro “io fisico”, con rischi che, pur coinvolgendo lo spazio virtuale, possono avere delle ricadute pesantissime sulla nostra dimensione materiale. Pensiamo, per esempio, agli attacchi hacker che hanno compromesso servizi sanitari in diverse regioni italiane. C’è un’esigenza della storia che richiama alla necessità di una riscoperta dell’identità, conservatrice o progressista, popolare o socialdemocratica. Identità espressione di visioni. Dal consigliere comunale al ministro. O si coglie questa sfida, o l’uomo sarà sempre subordinato rispetto ai processi in corso.