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Palermo, arrestato corriere della droga: percepiva il reddito di cittadinanza

Christian Campigli
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Nuovo giro, nuova corsa. Il reddito di cittadinanza, la misura simbolo della politica grillina, la norma che avrebbe dovuto offrire da una parte un sostegno economico alle persone in difficoltà e dall’altra eliminare la disoccupazione dal nostro Paese, non riesce a trovare pace. Con cadenza quasi settimanale le cronache raccontano di truffe, raggiri e situazioni poco chiare. Ma se la magistratura e le forze di polizia bussano, la politica fa spallucce e non risponde. I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno arrestato questa mattina, mercoledì 2 marzo, un corriere della droga e sequestrato quattro chili e duecento grammi di cocaina, nascosta in un'autovettura. La macchina è stata fermata ad un posto di blocco, nella zona dello svincolo autostradale di via Emiro Giafar. I controlli sono stati eseguiti da una pattuglia del nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo siculo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, il malfattore è Domenico Tramontana, trenta anni, di Reggio Calabria, arrestato mentre si trovava a bordo di una Ford Focus.

 

 

Nel corso dell’ispezione, Tramontana è apparso subito molto agitato. Un atteggiamento che ha allertato gli uomini in divisa. Grazie a un cane antidroga sono stati trovati nascosti nel cruscotto quattro panetti di polvere bianca. Il pertugio si apriva grazie ad un congegno meccanico. Un mercato, quello della droga, che non conosce crisi. Anzi, riesce ad accrescere in modo esponenziale i guadagni delle organizzazioni malavitose. Che, in un secondo momento, rinvestono quell’enorme fiume di denaro nell’economia legale, rendendo la libera concorrenza un concetto puramente teorico. Basti pensare che la droga sequestrata questa mattina dai militari, immessa sul mercato, avrebbe fruttato al dettaglio ricavi pari a quattrocentomila euro.

 

 

Il trentenne è stato portato nel carcere Pagliarelli di Palermo. Ma non è tutto. Dai controlli effettuati è emerso che il malvivente percepiva il reddito di cittadinanza, beneficio che, per effetto del provvedimento cautelare, verrà immediatamente sospeso come previsto dalla legge. Per lo Stato era un povero disoccupato, che aveva difficoltà a trovarsi un impiego e a mettere insieme il pranzo con la cena. In realtà trasportava il veleno che poi sarebbe stato venduto nelle piazze, di fronte alle scuole e nei salotti bene del capoluogo della Trinacria. In pochi giorni è il secondo fermo di corrieri provenienti dalla Calabria, carichi di cocaina. I finanzieri hanno infatti arrestato la scorsa settimana altri due uomini di Villa San Giovanni, piccolo comune in provincia di Reggio e sequestrato poco meno di sei chili di cocaina, nascosta in una Fiat Panda. Un commercio illegale che non conosce crisi o flessioni. Una norma che avrebbe dovuto aiutare i più deboli, rivoluzionare il mondo del lavoro e che, al contrario, presenta un numero imprecisato di falle. Impossibili da non vedere, persino ad occhio nudo.