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Banca Mps, altri sette indagati per i crediti deteriorati

Aldo Tani
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Si estende l’inchiesta sui crediti deteriorati di Banca Mps. La procura di Milano ha iscritto altre sette persone nel registro degli indagati per la non corretta contabilizzazione di questi strumenti finanziari, chiedendo una proroga di 60 giorni per le indagini. Tra le persone coinvolte, ci sono gli ex presidenti Massimo Tononi, Alessandro Falciai e Stefania Bariatti, e l’ex amministratore delegato Marco Morelli (nella foto). L’indagine ha avuto un punto di svolta in seguito alla decisione dei pm Giovanna Cavalleri e Roberto Fontana di allargare gli accertamenti fino al 2017. Il gip Guido Salvini nel 2019 aveva rigettato la richiesta di archiviazione proposta dai magistrati Giordano Baggio, Stefano Civardi e Mauro Clerici, e aveva ordinato nuove indagini.

Il giudice aveva richiesto anche una maxi-perizia, affidata ai periti Gian Gaetano Bellavia e Fulvia Ferradini, di verificare la corretta contabilizzazione delle rettifiche risultanti da tre ispezioni di Banca d’Italia e Bce tra il 2012 e il 2017, nel procedimento che vedeva indagati per falso in bilancio Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori. Dall’ispezione era emerso che tra il 2012 e il 2015 non aveva contabilizzato nei propri bilanci rettifiche complessive sui crediti per 11,42 miliardi, pari a 7,766 miliardi al netto dell’effetto fiscale. Cifra “di importo pressoché analogo” agli 8 miliardi chiesti al mercato con gli “aumenti di capitale avvenuti fra il 2014 ed il 2015”.

Tra i nuovi indagati figurano anche gli ex dirigenti Daniele Bigi, Arturo Betunio e Nicola Clarelli, che erano preposti “alla redazione dei documenti contabili societari” dell’istituto di credito senese. Le contestazioni vanno a vario titolo tra il 2012 e il 2017. Nel frattempo, gli altri tre pm, che si erano occupati precedentemente dell’inchiesta, risultano indagati a Brescia per omissione di atti d’ufficio, sulla base di denunce e anche nei confronti di consulenti della procura, per la gestione di questo filone e, presumibilmente, anche del cosiddetto ‘Mps 2’ sul caso derivati, quando la banca era guidata sempre da Profumo-Viola-Salvadori.