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Reggio Calabria, riti voodoo per farla prostituire: arrestato boss della mafia nigeriana

Christian Campigli
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Freddo, spietato e assetato di denaro. Le donne, per lui, non erano esseri umani. Creature in grado di provare amore, paura o odio. Nella sua concezione della vita, le ragazze, meglio se giovani e belle, erano la sua unica fonte di guadagno. Un bancomat che respira. E che deve ubbidire agli ordini. L’aveva fatta arrivare in Italia, illudendola e promettendole un posto di lavoro in un bar. Un viaggio interminabile, attraverso il deserto del Niger, la Libia e poi uno dei tanti barconi di fortuna, che attraversano ogni giorno il Mediterraneo. Momenti terribili, alla ricerca di un futuro migliore, rispetto alla difficile realtà che l’attendeva in Nigeria. Ma quella traversata non era gratis, e una volta giunta nel nostro Paese, l'ha costretta a prostituirsi, per ripagare il suo debito, l'ha sequestrata in un appartamento a Bari, l'ha violentata, messa incinta e poi l'ha cacciata di casa, impedendole di portare con sé i documenti e il figlio nato dallo stupro.

 

 

Favour Obazelu, detto Fred o Friday, quarantatré anni, ritenuto tra i capi del gruppo dominante della mafia nigeriana, i Vikings, è stato arrestato questa mattina dalla squadra mobile di Reggio Calabria, con l'accusa di riduzione in schiavitù, tratta di esseri umani, sequestro e violenza sessuale. L'arresto di Obazelu, che è indagato anche per associazione a delinquere, è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Vincenza Bellini, su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri e del sostituto Sara Amerio. Come ricorda l’agenzia di stampa Ansa, il malvivente, assieme al fratello trentaduenne, Eghosa Osasumwen e ad altri soggetti che si trovano in Libia e in Nigeria, avrebbe reclutato in patria ragazze da portare con l'inganno in Italia. Sono indagati altri tre nigeriani, due donne di trenta e ventidue anni, e un terzo uomo di venticinque anni.

 

 

Ma non è tutto. Il pappone, termine considerato dispregiativo persino negli ambienti della Mala, non solo picchiava, violentava e costringeva le giovani connazionali a svolgere per strada il mestiere più antico del mondo, ma sfruttava anche la loro ignoranza. Le vittime infatti venivano legate mediante rito voodoo e tenute in uno stato di completa prostrazione psicologica, per poi avviarle al meretricio. Una di loro lo ha denunciato e ha raccontato agli investigatori di essere stata “sottoposta in Nigeria ad un rito di magia nera per vincolarla al rispetto dell'impegno di pagare la somma di venticinquemila euro”. Secondo la tesi accusatoria, ci sarebbe stata una vera e propria cerimonia, in cui la ragazza (all'epoca ventunenne) e la sua famiglia sono state esplicitamente minacciate di morte, se avessero infranto il giuramento. La giovane è stata costretta a vendere il proprio corpo anche mentre era in stato interessante, fino al giorno in cui si è sentita male, è stata ricoverata all’ospedale, dove le hanno praticato un cesareo. Una storia terribile. Il calvario senza fine di una donna, picchiata, umiliata e costretta a vendersi da un uomo privo di scrupoli. Pronto a tutto pur di arricchirsi sulla pelle della sua connazionale.