Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Puglia, traffico illecito di rifiuti speciali provenienti dai cantieri: arresti e sequestri

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Un business lucroso. Un rischio di impresa minimo, soprattutto se confrontato con lo spaccio di droga, il sequestro di persona o il contrabbando. La convinzione di poterla sempre fare franca. Nel totale disinteresse per la salute dei cittadini e della natura. Tre misure cautelari personali, due agli arresti domiciliari ed un obbligo di dimora, sono state eseguite questa mattina dai carabinieri del nucleo operativo ecologico di Bari, nei confronti di tre imprenditori del foggiano. Su disposizione del giudice delle indagini preliminari del capoluogo pugliese, i militari hanno anche sequestrato due impianti per il trattamento di rifiuti a Lucera, nel foggiano, e Modugno, nel barese.

 

 

L'inchiesta, denominata “Blacktop”, è stata lunga e complessa. Cinquanta le persone al momento indagate. Gli accertamenti sono iniziati nel settembre del 2019, dopo la requisizione di due aree agricole a Cerignola. Un primo ma significativo passo, che ha permesso di acquisire gravi indizi sullo svolgimento di un’attività di traffico illecito di rifiuti speciali nelle province di Foggia, Barletta, Andria, Trani, Bari e Brindisi. Le intercettazioni telefoniche, come ricorda l'agenzia di stampa Askanews, hanno evidenziato una continuativa attività illegale. Nello specifico costituita dal mancato smaltimento di circa centoventimila tonnellate di “fresato d’asfalto”. I rifiuti provengono dai cantieri per il rifacimento del fondo di circa quattrocentocinquanta chilometri di strade statali pugliesi, tutte gestite da Anas. Secondo la tesi accusatoria, sarebbero stati scaricati in località ignote o su terreni agricoli di proprietari compiacenti, senza aver ricevuto alcun trattamento, indispensabile per il loro riutilizzo. Quegli scarti, debitamente lavorati, si sarebbero infatti potuti trasformare in conglomerato bituminoso, necessario per asfaltare o in materiale da riempimento, utile nell'edilizia e per le attività di ripristino ambientale.

 

 

Gli indagati avrebbero risparmiato per i costi di bonifica, smaltimento e trasformazione oltre un milione e duecentomila euro. Il fresato sarebbe stato caricato nei cantieri stradali su automezzi della società assegnataria dell’appalto Anas. I documenti di trasporto sarebbero stati sistematicamente falsificati: il fresato d’asfalto, che avrebbe dovuto prendere la via della discarica, si sarebbe come, per magia, trasformato a costo zero in materiale inerte secondario. L'inchiesta odierna ricorda da vicino la vicenda toscana relativa al Keu, il residuo di produzione derivante dal trattamento dei fanghi prodotti dagli scarti della concia delle pelli che sarebbe stato interrato nella strada regionale 429. Persone pronte a tutto, pur di aumentare i propri guadagni. Un business molto redditizio. Portato avanti da uomini senza scrupoli. Disposti anche ad avvelenare i terreni e i corsi d'acqua della propria regione.