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False vaccinazioni per ottenere il green pass, provvedimenti cautelari per altre 35 persone

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Green pass falsi. La Polizia di Stato di Ancona ha effettuato, sin dalle prime ore della mattinata di oggi, lunedì 21 febbraio, un’articolata attività di polizia giudiziaria, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla locale Procura della Repubblica presso il Tribunale, finalizzata all’applicazione di 35 provvedimenti cautelari, emessi dal giudice per le indagini preliminari di Ancona, all’esito degli ulteriori sviluppi investigativi circa le accertate responsabilità di più soggetti, indagati in merito ai reati di corruzione, falso ideologico, peculato, continuati e in concorso, finalizzati a ottenere, previa corresponsione di somme di denaro, l’indebito rilascio delle certificazioni green pass, attraverso la finta inoculazione del vaccino, all’epoca dei fatti messa in atto dal principale indagato, un infermiere di Ancona, attualmente agli arresti in carcere.

Gli odierni e ulteriori provvedimenti cautelari rappresentano l’epilogo del prosieguo dell’attività investigativa svolta dopo l’applicazione di 50 misure cautelari avvenuta in ordine ai medesimi capi d’imputazione il 10 gennaio scorso. La seconda tranche dell’attività investigativa ha quindi consentito di delineare altre posizioni indiziarie, rafforzando inoltre quelle già acclarate a carico dei principali indagati già sottoposti a misure cautelari, da cui l’emissione degli ulteriori provvedimenti, sia personali che reali, dei quali: cinque hanno replicato i provvedimenti custodiali già emessi a carico dei principali indagati, ancora sottoposti dal 10 gennaio alle medesime restrizioni; due ulteriori misure cautelari degli arresti domiciliari; 28 ulteriori misure cautelari dell’obbligo di dimora.

La Procura della Repubblica ha disposto il sequestro digitale di tutti i green pass degli indagati implicati nelle vicende corruttive, impedendo così loro di usare la certificazione indebitamente ottenuta che è stata disattivata dalle piattaforme dell’Asur. Si tratta dell'ennesima operazione nei confronti di chi ha cercato di ottenere la certificazione verde evitando l'inoculazione del vaccino. L'infermiere fingeva la somministrazione e incassava poi la somma di denaro. Ora sia lui che chi ha beneficiato del green pass falso, dovrà risponderne davanti alla giustizia.