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Ucraina, fumo dall'ambasciata russa a Kiev: i diplomatici bruciano documenti segreti? Il video

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Nuovo scenario nella crisi in Ucraina: un video ritrae del fumo uscire dall'ambasciata russa a Kiev. Stando a quanto riporta l'account Twitter Terror Alarm, l'intelligence militare ucraina afferma che il fumo proveniente dall'ambasciata russa è dovuto all'azione dei diplomatici russi, che stanno bruciando documenti segreti e incriminanti in previsione di un'invasione su vasta scala fatta da Putin, che li vedrebbe espulsi dal territorio.

 

 

Intanto oggi, giovedì 17 febbraio, il comando militare ucraino ha accusato i separatisti di aver sparato proiettili che hanno colpito l’edificio di un asilo a Stanytsia Luhanska, ferendo due civili, e tagliando la corrente a metà della città. Kiev ha negato le affermazioni dei separatisti, secondo cui le forze ucraine li avrebbero attaccati per prime, e ha anzi affermato che sono stati i separatisti filorussi ad attaccare i soldati ucraini, che non hanno risposto al fuoco. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti, ha fatto sapere che le azioni provocatorie di Kiev vicino al confine nelle ultime 24 ore si sono intensificate e per quanto riguarda la linea di contatto con i territori delle proclamate Repubbliche di Donetsk e Lugansk "vediamo una tensione crescente", riporta l’agenzia di stampa Tass. La situazione, spiega sempre Peskov, potrebbe incendiarsi in ogni momento.

 

 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dal canto suo, in un'intervista alla Bbc afferma che il percorso di adesione all’Alleanza atlantica è "lungo", ma "l’adesione alla Nato è una garanzia di sicurezza, quindi come possiamo scegliere qualsiasi altra strada? Per noi è la garanzia per non perdere la nostra indipendenza. Per me, come presidente, la cosa più importante in questo percorso è non perdere il mio Paese". Quanto alle pressioni da parte di alcuni Paesi europei che preferirebbero che Kiev rimanesse fuori dalla Nato, Zelensky è chiaro: "Non possiamo chiudere gli occhi e dire che è solo la Russia che non ci vuole lì. Non è vero. Alcuni Paesi della Ue stanno al gioco della Russia e questo è sbagliato". Non ci sarà, però, un referendum popolare per l'adesione alla Nato. Il desiderio di Kiev di farne parte, infatti, è già scritto nella Costituzione. Zelensky, infine, ha accusato Mosca di usare il pretesto dell’adesione di Kiev alla Nato per "giustificare la presenza al confine: starebbero proteggendo la loro sovranità. È un’informazione distorta".