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Mascherine, da oggi niente obbligo all'aperto. Cartabellotta: "Ma toglierle al chiuso è ancora improponibile"

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Da oggi non è più obbligatorio indossare le mascherine all'aperto. Occorre però sempre averle con sé e utilizzarle in caso di affollamento o contatti stretti con diverse persone. Il dispositivo al chiuso, invece, continua a essere obbligatorio. Una misura condivisa da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Ospite di Uno Mattina su Rai 1, ha spiegato che a suo avviso "abolire l'obbligo delle mascherine al chiuso in questo momento è improbabile. Attenzione agli eccessivi entusiasmi perché il virus ancora circola molto. La gradualità resta la parola d'ordine". Sì a diminuire le restrizioni, quindi, ma con gradualità per non favorire una nuova diffusione del Covid 19

Cartabellotta spiega che "in questa fase si può sicuramente fotografare una discesa della quarta ondata, ormai certificata da due, tre settimane". Ma i casi ufficializzati non diminuiscono solo per la minore circolazione del virus, ma anche perché vengono effettuati meno tamponi e quindi i contagi non vengono scoperti tutti: "Abbiamo eseguito circa il 16% di tamponi in meno", nell'ultima settimana, ricorda il presidente della Fondazione Gimbe

Secondo Cartabellotta "al momento la cosa più importante è il progressivo allentamento delle restrizioni che ci permette di recuperare molte libertà" ma "abbandonare troppo precocemente le misure di sanità pubblica rischia di favorire una nuova diffusione del virus. Lo ritengo abbastanza rischioso". E' quindi nettamente contrario all'ipotesi della revoca della quarantena per i positivi che non hanno sintomi. Sarebbe un pericolo in particolare per le persone che hanno scelto di non vaccinarsi: "Mi sembra poco saggio. Saranno i numeri a dirci quando ce lo potremo permettere. Al momento mi sembra prematuro". Dunque meno divieti ma con il massimo dell'attenzione. Anche se la percentuale degli italiani vaccinati è molto alta, restano centinaia di migliaia i cittadini che hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale e continuano a essere quelli esposti maggiormente al Covid 19.