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Operazione Warranty, scoperta maxi truffa da oltre 21 milioni: dieci arresti

Christian Campigli
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Nel Paese di Totò e Peppino, del furbo considerato un ganzo e non un delinquente, dell'io speriamo che me la cavo e dell'evasione fiscale da ottanta miliardi di euro, una truffa del genere era ampiamente prevedibile. Quasi scontata, visto il pessimo rapporto tra gli Italiani, lo Stato e le regole imposte dall'ente centrale. È scattata alle prime ore di questa mattina l’operazione Warranty, portata avanti dal comando provinciale della guardia di finanza di Asti, con il supporto degli uomini in divisa dei reparti di Lombardia, Lazio e Sardegna. Un blitz, che ha consentito di disarticolare un gruppo attivo tra l’astigiano, le province di Milano, Monza, Como e Lodi. Sono dieci le misure cautelari eseguite, di cui otto in carcere e due ai domiciliari. I militari hanno provveduto anche al sequestro preventivo di conti correnti, imbarcazioni di lusso, immobili e società. Nello specifico, si tratta di due gommoni e uno yacht di quindici metri, con tre motori fuori bordo da quattrocentocinquanta kilowatt, del valore di oltre trecentomila euro. Le imbarcazioni erano ormeggiate al porto di Olbia e venivano utilizzate da uno degli indagati, durante le sue lunghe vacanze in Sardegna. Il tutto in esecuzione di un provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminare astigiano.

 

 

Gli accertamenti dei militari hanno permesso di svelare una truffa da oltre ventuno milioni di euro. Un'enormità. Con false identità, i malviventi ottenevano finanziamenti come “fondo garanzia Covid” e prestiti bancari. Le società coinvolte nella frode erano talvolta create dal nulla, altre rilevate, in prevalenza da soggetti che si presentavano dai notai incaricati, esibendo documenti abilmente contraffatti. Il sistema, in sostanza, si reggeva su aziende già esistenti e su altre create ad hoc.

 

 

Ma non finisce qui: i finanzieri hanno scoperto anche un flusso di denaro per circa duecentocinquantamila euro, trasferiti prima nell’Europa dell'est (Bulgaria e Slovacchia) e poi, da lì, in Svizzera. Il vorticoso giro attraverso tre diverse nazioni europee doveva consentire ad uno dei truffatori di ripulire i contanti, usati successivamente per l'acquisto di una lussuosa villa in Brianza. Immobile per altro pignorato a seguito di una procedura giudiziaria risarcitoria, che aveva colpito il furfante per un precedente crac finanziario. Uno degli arrestati percepiva persino il reddito di cittadinanza; il sussidio gli è già stato ovviamente sospeso. Una truffa ben orchestrata. Che ha consentito ad un gruppo di furbetti di vivere nel lusso, frequentare locali alla moda e girare per i porti italiani con barche da sogno. Il tutto grazie ai soldi dei contribuenti, denari che al contrario sarebbero dovuti servire alle aziende realmente in crisi, per colpa della peggiore pandemia dai tempi della Spagnola. Un'operazione di polizia ben orchestrata, che ha reciso di netto la testa ad un'organizzazione senza scrupoli.