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Truffa del sesso, prima la fa innamorare poi la ricatta col video a luci rosse: arrestato

Portati via una decina di costosi cellulari

Christian Campigli
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Aveva carpito, con astuzia e pazienza, la sua fiducia. Le faceva recapitare mazzi di rose rosse. E non si dimenticava mai di dedicarle canzoni romantiche alla radio. Mille attenzioni, che avevano fatto battere all’impazzata il cuore della donna. Come non avveniva da anni. E avevano  affiovolito le sue resistenze. Fino a quando, ottenuto ciò che voleva, non si è trasformato. È una storia di umano squallore, quella che giunge da Rescaldina, piccolo comune in provincia di Milano, posto tra Saronno e Busto Arsizio. Un uomo di quarant’anni ha ripreso con lo smartphone la propria compagna, di dieci anni più matura, mentre quest’ultima gli praticava una fellatio.

Quel video non era un ricordo, seppur bizzarro, da tenere nella propria memoria digitale. Un filmato da riguardare, magari, durante una serata triste e malinconica. Quelle immagini servivano al malvivente per ricattare la donna, vedova da alcuni anni. E chiederle cinquemila euro. In caso contrario, avrebbe prima mandato la registrazione ai figli e poi l’avrebbe caricata sul web, in uno dei mille portali di sesso pornografico amatoriale presenti in rete. All’inizio della loro conoscenza, il quarantenne si era mostrato paziente, romantico e pronto ad attendere il tempo necessario per farla innamorare. La cinquantenne non era convinta di quel rapporto. Dieci anni di differenza, la presenza dei figli adolescenti. Erano tanti e rilevanti i dubbi che si annidiavano nella sua testa. Ma la solitudine, si sa, è difficile da gestire. E così, goccia dopo goccia, quelle attenzioni, che non riceveva più da tempo, le sono diventate indispensabili. Un tardo pomeriggio, quando il buio aveva già fatto la sua comparsa, i due si sono appartati in auto di fronte al cimitero di Rescaldina. In pochi attimi la passione ha preso il sopravvento sul raziocinio. E così, la cinquantenne ha praticato del sesso orale a quello che considerava ormai il suo nuovo compagno. Peccato che quelle dediche, quei fiori e quel romanticismo fossero solo una parte in commedia di una vera e propria truffa.

L’amante,  poche ore più tardi, le ha fatto sapere, senza tanti giri di parole, di essere pronto a rovinarle la vita. Voleva subito cinquemila euro. In contanti. Una cifra importante per la vedova, che ha avuto però la lucidità di non pagare e di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine. I carabinieri l’hanno rassicurata, senza giudicarla. E le hanno offerto tutto il supporto necessario. Gli uomini in divisa, con una sola mossa, hanno vinto la partita. Uno scacco matto a tutti gli effetti. Hanno convinto la donna di fingere di accettare il ricatto. Quest’ultima ha così fissato con l’amante il luogo dello scambio ed ha assistito, forse anche con un pizzico di soddisfazione, al suo arresto. Mentre la vedova consegnava la valigetta coi soldi, da dietro una siepe sono sbucati due carabinieri. L’estorsore è stato così arrestato e il suo cellulare, che conteneva il video a luci rosse, è stato sequestrato. L’uomo è già comparso di fronte al tribunale: si è detto rammaricato, ed ha patteggiato la pena, che è stata quantificata in due anni e sei mesi. Una storia di umano squallore. Di un quaquaraquà che ha prima carpito la fiducia di una vedeva. E poi l’ha ricattata. Una vicenda che ha avuto, per fortuna, il suo lieto fine, grazie alla freddezza della donna e alla professionalità dei carabinieri.