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Giorgia Meloni: "Serve chiarezza nel centrodestra. Non vaccinerò mia figlia". L'intervista a Non è l'Arena

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Ospite della puntata odierna di Non è l'Arena, il talk di La7 condotto da Massimo Giletti, è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. Tanti i temi trattati nell'intervista: dalla pandemia alle elezioni per il presidente della Repubblica, fino alla crisi del centrodestra. "La nuova elezione di Mattarella? Io spero e voglio credere che questo settennato possa essere diverso da quello passato - ha esordito Meloni - Ho condiviso alcuni passaggi del discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è stato in piena discontinuità con il presidente precedente. Ha parlato di combattere le disuguaglianze che con questo governo sono aumentate per esempio con le distinzioni tra i bambini vaccinati e non vaccinati. Io rivendico subito una cosa: non vaccinerò contro il Covid 19 Ginevra, mia figlia (5 anni, ndr) - ha detto Meloni - Mi preoccupa il modo in cui affrontiamo questo tema in Italia. Quello che dovrebbe essere scienza è diventato religione. La scienza sulla vaccinazione dei minori non è tutta d’accordo. Ho fatto fare subito a mia madre la terza dose perché è un soggetto a rischio, ma ritengo che lo stesso rischio non ci fosse per mia figlia. In questo Paese chiunque ha dei dubbi viene trattato come un criminale o un terrorista, chi fa domande viene silenziato".

 

 

Per quanto riguarda la crisi di centrodestra, Meloni spiega che "il centrodestra ha ragione di esistere se è alternativo al centrosinistra, altrimenti non serve. C'è qualcosa che non torna, ora serve chiarezza. Salvini dice che coltivo il mio orticello? Il mio orticello sono i valori della destra e del centrodestra. Se qualcuno mi dice che devo coltivare l’Ulivo nel mio orticello io dico no. Dopo l'elezione di Mattarella non abbiamo più parlato. Correre da sola? Non dipende solo da me. Il rapporto con Berlusconi? Lo stimo e lo rispetto. Il nostro è un rapporto di alleanza, l'ho sostenuto al Quirinale perché mi sembrava una scelta politica giusta". Giletti ha poi chiesto a Meloni se si fossero dimenticati di parlare con Di Maio quando hanno parlato con Conte per proporre Belloni come presidente della Repubblica. "Secondo me la Belloni era una figura autorevole: non capisco l'atteggiamento aggressivo di chi l'ha bocciata. C'è chi mi ha accusato che volevo mettere un tecnico al Quirinale: è peggio metterlo a Palazzo Chigi, perché lì ci devono andare persone votate dal popolo. Gli italiani hanno diritto di votare. In Portogallo si è votato nonostante il Covid, qui invece non ce lo fanno fare". Sul caro bollette, Meloni dice "abbiamo un'emergenza, ci sono aziende in ginocchio. Le cartelle esattoriali sono ripartite, lì l'emergenza non c'è. Noi stiamo proponendo un credito d'imposta pari all'aumento di energia subito. Il problema italiano è che ha rinunciato a fare una politica energetica di lungo termine. L'ultimo che la fece fu Silvio Berlusconi ed è il motivo per cui certe politiche europee lo hanno fatto fuori. Nucleare? Oggi se l'Italia iniziasse a lavorare per il nucleare lo avrebbe quando il nucleare è già vecchio. L'Eni però oggi lavora sul nucleare da fusione, completamente pulito che non produce scorie. Secondo Eni questo avviene in tempi rapidi: ecco, spero che si punti sul nucleare si punti sulla novità".

 

 

Infine, Giletti ha ribadito le parole di Papa Francesco sui migranti a Che tempo che fa. Meloni sostiene che "il Papa fa il suo, la politica è un'altra cosa. Questo Governo si è comportato pessimamente sull’immigrazione. Agli italiani dice cosa possono comprare in un supermercato se hanno o non hanno il green pass, siamo in uno Stato etico. Agli immigrati clandestini invece niente. Grazie Lamorgese e chi la sostiene. Capisco che Salvini sta al governo perché vuole incidere, ma l’immigrazione sta così".