Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Papa Francesco: "La guerra è sempre distruzione. Fare integrare i migranti". L'intervista a Che tempo che fa

  • a
  • a
  • a

Il grande ospite di Che tempo che fa di domenica 6 febbraio è Papa Francesco. Intervistato da Fabio Fazio, il pontefice ha detto di "sopportare i problemi come tutti, non sono un campione di pesi. Se lei va e vede tanta gente che sopporta cose brutte o cose quotidiane, tanta gente che sopportano difficoltà familiari, economiche, padri di famiglia che vedono che il salario non arriva a fine mese, e poi con la pandemia di troppo, non sarei onesto se dicessi che sopporto tanto. Io sopporto come tutti gli altri".  Papa Francesco poi, ha dichiarato che "si pensa a guerre e armi, mentre le persone sono in secondo piano. La guerra è sempre distruzione, il controsenso della creazione. La tratta dei migranti? Con i migranti quello che si fa è criminale. Per arrivare dal mare soffrono tanto, ci sono filmati sui lager, uso la parola sul serio: lager in Libia. Cosa soffrono? Vogliono fuggire. I filmati sono nella sezione del dicastero umano. Soffrono, poi rischiano per attraversare il Mediterraneo, alcune volte sono respinti da chi ha responsabilità locale e dicono: no, qui non vengono e muoiono sul mare. I migranti vanno accolti, perché hanno difficoltà, accompagnati e fatti integrare nella società. Questa è la cosa più importante. Ogni Paese indichi quanti migranti può accogliere e poi c'è l'Unione Europea, che si mettano d'accordo. Ci sono paesi con il calo demografico, come Italia e Spagna, che hanno bisogno di gente e un migrante integrato aiuta quei paesi. Bisogna pensare a una politica di integrazione. Le ingiustizie le vediamo tutti, ma c'è sempre la tentazione a voltare lo sguardo da un'altra parte e prendiamo le distanze. C'è una tragedia, ci lamentiamo un po' e infine lasciamo perdere. Non serve vedere, serve sentire, toccare. I medici, in questa pandemia, hanno toccato con mano i malati e hanno deciso di aiutarli".

 

 

Papa Francesco ha poi evidenziato il problema dei cambiamenti climatici, citando una canzone di Roberto Carlos nella quale un figlio chiede al padre "perché il fiume non canta più. Il fiume non canta perché non c’è più. Gettare la plastica in mare è criminale, perché uccide". Parlando delle nuove generazioni, invece, il Santo Padre ha detto che "c’è un problema di aggressività, acuito dalla pandemia". Lo testimonia "l’aumento dei suicidi giovanili. Ai genitori dico sempre una parola: vicinanza con i figli. Io faccio sempre una domanda: tu giochi con i tuoi figli? A volte sento risposte dolorose: quando esco a lavorare dormono. Giocare con i propri figli e non spaventarsi di cosa dicono o quando un adolescente fa qualche scivolata, stare loro vicino. Ascoltarli, i genitori devono quasi essere complici dei figli, quella complicità che fa sì che padri e figli crescano insieme.  Una domanda a cui mai sono riuscito a rispondere è perché soffrono i bambini? Non ho risposte a questo. Non c’è risposta. Dio è forte nell’amore, l’odio la distruzione è nelle mani di un altro. Nel rapporto di Dio col Figlio potremmo vedere cosa c’è nel cuore di Dio quando accadono queste cose. Dio ci ha fatti buoni ma liberi, la libertà ci dà la possibilità di essere padroni del nostro destino. La libertà è capace di fare tanto bene, ma anche tanto male. Ma se sbagliamo, abbiamo il diritto di chiedere il perdono. Con il male non si parla, dialogare con il male è pericoloso".

 

 

Papa Francesco ha poi ha affrontato il tema della dignità e del lavoro. "Quante volte si guardano gli altri dall’alto in basso per dominarli e sottometterli e non per tenerezza. Nessuno dovrebbe essere umiliato o guardato dall’alto in basso dai datori di lavoro. Ci sono impiegate che ogni giorno pagano col corpo stabilità lavorativa e questo succede ogni giorno. Guardare dall'alto in basso è un gesto lecito e nobile solo per 'alzati sorella', 'alzati fratello', solo per aiutare. In un altro caso non è lecito mai". Ma Papa Francesco ha degli amici? "Sì, ne ho pochi ma buoni. A me piace stare con gli amici qualche volta, raccontare cose mie, ascoltare cose loro. Anzi io ho bisogno degli amici: questo è uno dei motivi per cui non sono andato ad abitare nell'appartamento pontificio e invece abito a Santa Marta. E' una vita per me più facile. Io ho bisogno della vicinanza della gente, pregate per me".