Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Violenza sessuale, ragazza di 15 anni denuncia stupro di gruppo: arrestato compagno di scuola

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Cautela, rigore e massima determinazione nel cercare la verità. Una storia terribile, quella che viene da Reggio Emilia. E racconta di una violenza sessuale, che avrebbe come vittima una ragazzina di quindici anni e come carnefice un suo coetaneo. Una vicenda, raccontata questa mattina dal quotidiano locale La Gazzetta di Reggio, che pone un numero sterminato di interrogativi. Sociali ed educativi, oltre a quelli più squisitamente penali. Per lo stupro, consumatosi venerdì scorso, è finito ai domiciliari un compagno di classe della giovane, mentre un altro adolescente è al momento indagato. Cinque minorenni, due ragazze e tre ragazzi, non vanno a scuola a causa di uno sciopero e si riuniscono a casa di uno di loro. Una mattinata che, in un amen, si trasforma in un vero e proprio festino, a base di alcool. Tanto, troppo alcool. Una delle due ragazze, a metà mattinata, decide di andarsene. Si dirige verso la fermata dell'autobus. L'altra resta in casa, con i suoi compagni di classe. Da questo momento in poi le versione divergono.

L'adolescente vomita più volte, ha, secondo le prime ricostruzioni, uno, due o forse tre rapporti sessuali. Consenzienti o frutto di violenza? Impossibile dirlo con certezza. Almeno non in questo momento. Alle 15 e 20 la sorella della vittima chiama il 112, denunciando la violenza. I carabinieri arrivano velocemente nell'appartamento. La porta è aperta, la casa vuota. Il giovane padrone di casa viene trovato impaurito sul retro del palazzo, mentre è al telefono col padre. La studentessa finisce all’ospedale, dove le viene riscontrato un tasso alcolemico molto alto, sebbene siano passate otto ore ed “ecchimosi bluastre”. Il giovane viene arrestato. Nell’udienza di convalida, davanti al Tribunale dei Minorenni di Bologna, il quindicenne rende dichiarazioni spontanee, ammettendo il sesso però definendolo “consenziente”.  

Due le aggravanti: aver approfittato dell’ubriachezza della compagna di classe, “per aver commesso il fatto abusando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica, avendo la medesima pesantemente abusato di sostanze alcoliche quali vino e vodka alla pesca, in tali quantità da compromettere la capacità di esprimere un valido consenso” e l’età della vittima “minore di anni diciotto”. Il pubblico ministero, come riportato dall'agenzia di stampa AdnKronos, “considerato lo stato di quasi flagranza del reato” e la gravità dell’accaduto con un forte “elemento psicologico”, sostiene la necessità della permanenza nel carcere minorile. Il giudice, considerando che l’imputato è incensurato, concede i domiciliari nell’abitazione del padre. Una storia difficile da valutare. Densa di ombre, di interrogativi e di orrore. Può una teenager ubriaca essere consenziente? Che ruolo hanno avuto gli altri due maschi presenti nella casa dove si è tenuto il festino a base di alcool? Che passa nella testa di un giovane, per altro di buona famiglia, quando decide di stuprare una sua amica? Dubbi, incertezze, perplessità. Che devono essere risolti al più presto. Per evitare che la vita di cinque minorenni sia fatta a pezzi dal tritacarne mediatico.