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Morti ospedale di Piombino, ribaltato il verdetto di ergastolo dell'infermiera Bonino: assolta

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Ribaltato il verdetto di primo grado che l'aveva condannata all'ergastolo: Fausta Bonino, 60 anni, l'infermiera di Piombino è stata assolta dalle accuse di aver ucciso dieci pazienti nel reparto dell'ospedale in cui lavorava. "Ancora non ci credo. Non potevano condannarmi per delle menzogne dette da qualcuno, non c’era altro" le prime parole, con la voce ancora rotta dal pianto per l’emozione, pronunciate da Bonino, subito dopo che, al termine di tre ore di camera di consiglio, i giudici della corte d’appello di Firenze hanno letto il dispositivo della sentenza con la quale hanno assolto "per non aver commesso il fatto" l’infermiera.

 

 

Il capo d’imputazione era omicidio volontario plurimo aggravato per dieci morti sospette avvenute nel reparto di rianimazione dell’ospedale Villamarina di Piombino (Livorno), dove Bonino lavorava, tra il settembre del 2014 e il settembre del 2015. La donna è stata condannata a un anno e mezzo, con pena sospesa, per il reato di ricettazione, relativo ad alcuni medicinali che gli investigatori avevano trovato in casa sua. Il pg Fabio Origlio aveva chiesto la condanna all’ergastolo per nove dei dieci casi contestati. La difesa dell’infermiera, che si è sempre proclamata innocente, aveva invece chiesto l’assoluzione con formula piena. In primo grado il gup del tribunale di Livorno, il 19 aprile del 2019, aveva condannato all’ergastolo Fausta Bonino, riconoscendone la colpevolezza solo per quattro delle dieci morti sospette.

 

 

"Credo che si sia fatta giustizia dopo anni passati nel frullatore da parte della mia assistita. La sentenza di primo grado oggettivamente non reggeva", ha detto l’avvocato Vinicio Nardo, legale di Fausta Bonino. "La sentenza di primo grado - ha aggiunto Nardo - dava per certa una serie di fatti, come il tipo di sostanza usata, il metodo di somministrazione e la presenza in reparto che invece erano tutt’altro che certi". All'epoca  uno dei legali dell’infermiera, l’avvocato Cesarina Barghini, parlando con i giornalisti dopo l’udienza, aveva affermato che in caso di condanna, si sarebbe trattato del più grave errore giudiziario a Livorno. Un errore al quale avrebbero posto rimedio i giudici della corte d’appello con la sentenza di oggi.