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Covid, Richeldi: "Sintomi meno gravi con la variante Omicron. Ma serve ancora tempo per il calo dei decessi"

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La variante Omicron comincia ad allentare la presa, ma per ora lo fa in maniera lenta e ci vorrà ancora del tempo per superare la quarta ondata di Covid 19. Almeno secondo Luca Richeldi, direttore della pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma. Al Corriere della Sera il primario ha spiegato che "gli ospedali stanno lentamente rifiatando. Da una settimana l’incidenza dei ricoveri si sta riducendo e tende ad appiattirsi. L’11 gennaio scorso la variazione su base settimanale nelle terapie intensive è stata del 20% in più. Il 19 gennaio l’incremento era dell’1%. Nei reparti ordinari si è passati nello stesso periodo da un aumento del 30% a uno del 10%. È verosimilmente l’effetto della diffusione di una variante del virus che causa sindromi cliniche meno gravi".

Per quanto riguarda i decessi invece "ci aspettiamo che la serie di eventi dolorosi continui a salire ancora per un po’, purtroppo, e che poi cominci a declinare. Andamento simile a quello visto nelle prime ondate. I decessi sono l’ultimo parametro in decrescita. Stiamo perdendo i pazienti per un terzo di età superiore agli 80 anni e per un quarto tra 70 e 79 anni, prevalentemente con malattie croniche, che li rendono più vulnerabili nonostante la variante Omicron tenda a essere meno dannosa per i polmoni".

Infine Luca Richeldi prova a dare uno sguardo al futuro "sembra che il virus si stia trasformando in quello che avremmo voluto fin dall’inizio della pandemia, quando ancora non lo conoscevamo. Speriamo diventi responsabile di infezioni simili all’influenza stagionale. Una variante meno aggressiva (come pare sia Omicron) troverà una popolazione in gran parte immune, grazie alle vaccinazioni o per l’immunità indotta dall’infezione. In più avremo test rapidi sempre più accurati e farmaci sempre più efficaci. Così il Covid potrebbe essere declassato a un’influenza". Una speranza che ovviamente accomuna tutte le persone del mondo.