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Scuola, Vaia: "Basta didattica a distanza, non ferma la pandemia. Vanno diminuiti i giorni di quarantena"

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Ricorrere alla Didattica a distanza è un errore. Lo sostiene Francesco Vaia, direttore dell'Istituto per le Malattie infettive spallanzani di Roma, in un'intervista rilasciata al quotidiano Libero. "E' sbagliato - sostiene - pensare che la scuola è l'unica cosa che si può chiudere sempre e non si capisce a cosa serva non far entrare i ragazzi in classe quando poi sono liberi di vedersi in un locale pubblico. I dati poi dimostrano che un ricorso indiscriminato alla didattica a distanza non ferma l'epidemia". Vaia sottolinea che "abbiamo tanto sponsorizzato i vaccini, valorizziamoli". E spiega come a suo avviso si dovrebbe fare.

"Per quanto riguarda l'isolamento dei contagiati, bisogna consentire ai vaccinati con terza dose o con seconda da meno di quattro mesi di uscire di casa dopo cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi, se stanno bene, e senza la necessità di negativizzarsi con un tampone. Per quanto riguarda i non vaccinati o i vaccinati da oltre 120 giorni, l'isolamento andrebbe ridotto dagli attuali dieci a cinque giorni". Non è finita. A suo avviso per i negativi che vivono con dei positivi, invece, "nessuna quarantena per chi è in terza dose o in seconda da meno di quattro mesi: come già previsto, escano di casa con la mascherina Ffp2", e dopo cinque giorni con quella normale. Per gli altri, "riduzione della quarantena a cinque giorni, con la possibilità di interromperla se non ci sono sintomi e senza bisogno di sottoporsi a un tampone".

Insomma a suo avviso in questa fase si può andare verso un allentamento delle restrizioni per permettere, soprattutto a chi si è vaccinato, di vivere una vita vicina alla normalità. Richieste che arrivano anche da parte delle Regioni e che saranno ascoltate dal governo guidato da Mario Draghi. E' molto probabile che si vada verso una rivalutazione degli obblighi, pur se in forma molto blanda, soprattutto in considerazione dell'emergenza che stanno vivendo le strutture sanitarie di tutto il Paese.