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Roma, violenza sessuale su minore a Capodanno: tre misure cautelari

Christian Campigli
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Non si tratta più di un caso. Di un episodio isolato. Che, pur nella sua drammaticità, conserva la definizione di eccezionale. Proprio da un punto di vista meramente etimologico: ovvero un atto fuori dalla normalità. Dal quotidiano. Al contrario, negli ultimi dodici mesi, il numero di violenze sessuali di adolescenti su proprie coetanee sta aumentando in modo esponenziale. L'ultimo caso a Roma, nella notte di Capodanno, durante una festa organizzata in una villetta della capitale, in zona Primavalle. Questa mattina sono state eseguite tre misure cautelari nei confronti di altrettanti ragazzi tra i 19 e i 21 anni. Sono gravemente indiziati, a vario titolo, di violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo aggravata, nei confronti di una sedicenne (in condizione di inferiorità psico-fisica in quanto in forte stato di alterazione psicofisica) all’interno di una casa privata.

 

 

L’indagine, coordinata dalla procura di Roma, è stata avviata a seguito della denuncia formalizzata nella tarda serata del 2 gennaio del 2021 nella stazione dei carabinieri di Roma La Storta, da una ragazza, che non aveva ancora compiuto diciassette anni. La teenager ha raccontato agli uomini in divisa di aver subito una violenza nella notte tra il 31 e il 1 gennaio 2021 da parte di alcuni coetanei. Gli investigatori hanno preso fin dal primo momento in grande considerazione le parole della liceale. E rapidamente sono state avviate le prime attività finalizzate a identificare le persone presenti e i colpevoli del delitto. Contestualmente, la ragazza è stata accompagnata all’ospedale San Pietro di Roma, dove le sono state diagnosticate lesioni guaribili in trenta  giorni. I medici hanno appurato che nel sangue della minore erano presenti tracce di sostanze psicotiche. Un'inchiesta lunga e articolata, portata avanti sia attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, che grazie ad attività di osservazione e pedinamento.

 

 

Una storia che balza agli onori delle cronache meno di ventiquattro ore dal fermo dei due adolescenti, figli di immigrati nordafricani, fermati per le molestie nei confronti di nove ragazze, a Milano. Una tendenza pericolosa, che non può lasciare indifferenti. E che deve essere analizzata nel suo complesso. “Certi episodi confermano una tendenza che purtroppo sta diventando una prassi, che è quella della violenza sessuale di gruppo, soprattutto nelle fasce di popolazione più giovani – afferma ad Askanews Anita Falcetta, fondatrice del movimento di opinione Women of Change Italia, che da anni si impegna a favore dei diritti delle donne. - Siamo di fronte ad episodi gravissimi, che lasciano aperto un interrogativo molto profondo sulle radici di questa problematica. Sicuramente la pandemia ha aumentato la situazione di stress, visto che nel momento in cui a dei giovani togli tutte le valvole di sfogo, queste situazioni già precarie per via della natura adolescenziale rischiano di trasformarsi in violenza come scarica di adrenalina”. Violenze viste come un passatempo, un divertimento innocente, uno sfogo. Che, al contrario, lasciano tracce profondissime nelle vittime. Spesso, indelebili.