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Covid, Abrignani: "Per i vaccinati è come l'influenza. Picco a gennaio. Quarta dose? Solo di un nuovo vaccino. No vax? Muoiono per stupidità"

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Il Covid non è e non sarà come il raffreddore, perché di raffreddore non si muore. Diventerà un'infezione simile all'influenza. E' probabile, però dobbiamo distinguere tra vaccinati e non vaccinati. Solo per i primi essere contagiati dal Covid 19 potrebbe essere come prendere l'influenza che infetta ogni inverno milioni di persone, è letale in circa lo 0,1% (1 per 1000) dei casi ed è pericolosa soprattutto per gli ultra 70enni con patologie croniche importanti". Sono parole dell'immunologo Sergio Abrignani che ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera

"Omicron - ha spiegato il docente dell'Università di Milano e componente del Comitato Tecnico Scientifico - è esplosa a partire dall'ultima decade di dicembre e da allora la curva si è impennata molto rapidamente, giorno dopo giorno. Gli esperti di modelli di crescita di un'epidemia ci dicono che salirà fino a raggiungere il picco alla fine di gennaio". Presa di posizione anche sulla possibilità di continuare a somministrare il vaccino oltre la terza dose: "Sulla base delle conoscenze immunologiche scaturite dallo studio in 50 anni dei moderni vaccini, non ha molto senso ripetere una quarta dose a 2-3 mesi dalla terza con un preparato non aggiornato. Le immunizzazioni ripetute in tempi ravvicinati a volte producono lo spegnimento della risposta immunitaria. Vediamo i dati di Israele, quando arriveranno, e poi decidiamo. Diverso sarebbe fare una quarta dose di vaccino disegnato contro la variante Omicron. Sarebbe agire come per l'antinfluenzale: lo cambiamo ogni inverno e non si parla di terze o quarte dosi, ma di nuovo vaccino".

Nei giorni scorsi Abrignani aveva spiegato che "se per normalità si intende accettare che ci sia un virus endemico, con una letalità pari a quella dell'influenza se si è vaccinati, allora la raggiungeremo presto. L'importante è vaccinarsi. Con i contagi di oggi, nettamente superiori a quelli di un anno fa, senza vaccino staremmo messi male". Sui no vax aveva ribadito che "sui ricoverati in terapia intensiva, i no vax sono il 75%, una percentuale che spiega l'efficacia del vaccino. Io sono per la strategia di vaccinare i no vax, non di farli arrabbiare. Ogni giorno con questo ritmo di 200 morti al giorno, muoiono un centinaio di persone che sono non vaccinate. Quindi in un mese con oltre 200mila infezioni e 200 decessi al giorno, di cui la metà sono evitabili, so che 3mila italiani moriranno per stupidaggine".