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Falsi vaccini, l'infermiere faceva pagare fino a 450 euro. Smascherato dal medico. Ecco da dove arrivavano i no vax

Julie Mary Marini
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Il vaccino non veniva somministrato e i no vax ottenevano il green pass in maniera indebita. L'infermiere gettava le dosi nel cestino dei rifiuti e all'interno del contenitore agobox. E' finito in carcere. Emerge dalle indagini che hanno portato all'esecuzione di ben 50 misure cautelari nei confronti di altrettante persone. L'infermiere era proprio un addetto alla somministrazione dei vaccini anti Covid 19 nel principale centro di Ancona. Ora è detenuto. Quattro, inoltre, gli arresti domiciliari nei confronti di soggetti considerati intermediari nei fatti corruttivi e nei reati di peculato e falso ideologico. Per le altre 45 persone è stata applicata la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza e dell'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria: si sono sottoposte alla finta inoculazione del vaccino, ma dopo aver pagato importanti somme di denaro.

In questo caso sono ipotizzati anche i reati di concorso in corruzione, peculato e falso ideologico. Ovviamente l'infermiere non agiva gratuitamente: le false vaccinazioni gli avevano fruttato circa 18 mila euro. Le prove sono state raccolte con una complessa attività di indagine, comprese intercettazioni, servizi di osservazione e riprese video direttamente nel centro di vaccinazione. Gli intermediari erano divenuti punti di riferimento di chi era interessato a ottenere la certificazione verde anti Covid senza sottoporsi alla vaccinazione. Erano quindi un tramite fondamentale per l'infermiere che incassava.

L'infermiere è Emanuele Lucchetti e quelli che pagavano per non vaccinarsi venivano chiamati gli "amici di Emanuele". Sborsavano dai 300 ai 450 euro, tutte persone altolocate. Erano familiari di medici, avvocati, liberi professionisti, clienti di palestre e genitori pronti a pagare pur di far avere ai figli il green pass, ma senza fare il vaccino. Non solo anconetani. Arrivavano anche da Roma, Bologna, PerugiaMacerata. L'infermiere si è confidato con il medico del centro, sperando che sarebbe diventato suo complice. Il professionista ha finto di accettare, poi lo ha denunciato alla squadra Mobile di Ancona e sono partite le indagini.