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Roma, arrestata Fabiola Moretti per droga. Era la primula rossa dalla Banda della Magliana

Christian Campigli
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Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Soprattutto se, per anni, ha fatto parte della più importante banda di Roma. Quella che, nella capitale, controllava lo spaccio di droga, il gioco d'azzardo, la prostituzione e l'usura. E il cui nome evoca sparatorie, sanguinose vendette trasversali e una montagna di denaro, guadagnato illegalmente. Torna agli onori delle cronache la vedova nera Fabiola Moretti, uno dei componenti storici della Banda della Magliana, resa immortale dal personaggio di Donatella, nella fortunata serie televisiva diretta da Stefano Sollima, “Romanzo Criminale”. I carabinieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito questa mattina un'ordinanza con ventuno misure di custodia cautelare (diciotto in carcere, due ai domiciliari ed una sottoposta all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria). Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso.

 

 

Secondo la tesi accusatoria, la Moretti comprava la “bamba” per rifornire le piazze di spaccio che l'organizzazione gestiva nella capitale. La donna, compagna di personaggi di spicco della Banda della Magliana come Antonio Mancino e Danilo Abbruciati, è stata già coinvolta in vicende legate allo spaccio di stupefacenti. Gli uomini in divisa hanno arrestato anche la figlia ventisettenne, Nefertari. Secondo il capo di imputazione, citato nell'ordinanza, “la zia” agiva da intermediaria per l'acquisto di cocaina e in più di una circostanza si è recata a Napoli per reperire la polvere bianca. Secondo il giudice per le indagini preliminari, la donna “è leader del suo gruppo familiare e si prodiga per recuperare forniture di stupefacenti a vantaggio delle due associazioni a delinquere. Vive del narcotraffico del quale fa professione”.

 

 

Fabiola Moretti, detta “La Bucatina”, è stata una delle figure di spicco della Banda della Magliana, sin dai primi giorni. Conosceva bene Franco Giuseppucci detto “Er Negro” e fino alla sua morte è stata la compagna di Danilo Abbruciati detto “Er Camaleonte”, ucciso a Milano il 27 aprile 1982. La Moretti non perse tempo ed iniziò  una nuova relazione con un altro elemento della Banda, Antonio Mancini, detto “Accattone”. Una storia durata molti anni e che li unirà anche nella decisione di diventare collaboratori di giustizia. La Moretti, a più riprese, ha accusato l'ex senatore della Democrazia Cristiana, Claudio Vitalone, di essere coinvolto nell'omicidio del giornalista Mino Pecorelli e di aver incontrato numerose volte Enrico De Pedis, detto “Renatino”, leader della Banda dopo la morte di Giuseppucci. Tante, troppe le ricadute, quasi sempre per colpa della droga. Sette anni fa venne arrestata per aver accoltellato, con quattro fendenti, il fidanzato della figlia. La primula rossa, la donna che ha assistito alla genesi della Banda della Magliana è di nuovo dietro le sbarre. Perché quel lupo invecchia, cambia pelle, diventa persino madre. Ma quel vizio legato allo spaccio di cocaina non vuole proprio perderlo.