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Coltellate alla madre e al padre. Scoperto perché è rimasto coinvolto in un incidente. I genitori sono gravissimi

 Operazione dei carabinieri di Napoli

Christian Campigli
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Una ferocia senza limiti. Neppure quelli dettati dal naturale riconoscimento della propria famiglia. Dell'amore verso i genitori. Un giovane italiano è stato fermato dai carabinieri, con l'accusa di aver colpito con delle coltellate alla gola il padre e la madre, nella loro casa di Opera, piccolo centro dell'hinterland milanese. La coppia è ora ricoverata in ospedale. E lotta tra la vita e la morte. Il figlio, ventotto anni, è affetto da gravi problemi psichiatrici. In preda a un delirio che potrà essere compreso appieno solo dai medici, si è svegliato intorno alle sette e trenta. Dopo mezz'ora, nella sua testa è scattato qualcosa di terribile: ha preso un coltello dalla cucina e lo ha usato per infierire sui corpi degli anziani genitori. Inizialmente, ha sferrato fendenti al torace, colpi che hanno provocato solo lievi danni. Non soddisfatto, ha puntato dritto al collo, in modo da essere certo di porre fine alla vita dei suoi congiunti. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane non avrebbe avuto nemmeno un attimo di ripensamento. Un umano rimorso per quel folle gesto. Anzi, per evitare che il padre e la madre potessero chiedere aiuto e magari salvarsi, prima di uscire di casa, ha chiuso a chiave la porta. Con una doppia mandata. Solo a quel punto è salito sulla propria auto, non prima di essersi sbarazzato del coltello, che, al momento, non è ancora stato ritrovato.

La sua fuga è stata bloccata solo dal fato: l'aggressore è stato infatti coinvolto in un incidente stradale con un'altra autovettura ed è stato trasportato, con le mani ancora imbrattate di sangue, all'ospedale San Paolo di Milano. Quando il personale del 118 è giunto all'appartamento di via Martiri di Cefalonia, ha avuto non poche difficoltà nell'aprire la porta blindata, chiusa a doppia mandata. I soccorsi sono stati rallentati, anche perché infermieri e medici hanno dovuto attendere l'arrivo dei carabinieri, che sono stati costretti a buttar giù il portone di ingresso. I militari e il personale sanitario si sono trovati di fronte un uomo di ottantatré anni e una donna di venti più giovane distesi per terra, agonizzanti.

Sono stati portati, il primo al Policlinico di Milano, la donna all'Humanitas di Rozzano. Sconosciuti i motivi di tanta ferocia da parte del figlio, attualmente piantonato nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Paolo. Una vicenda ancora oscura, sulla quale la procura del capoluogo lombardo, e nella fattispecie il pubblico ministero Paolo Filippini, ha disposto i primi atti urgenti, in vista dell'apertura di un fascicolo sul caso. Il ventottenne era in cura al Cps (il centro psico-sociale) di Rozzano, in provincia di Milano e da alcuni mesi non viveva più in casa con i propri genitori. Ma, come ha riferito la madre all'arrivo in ospedale, aveva già aggredito la donna, lo scorso mese. Un episodio al quale i due anziani coniugi, forse per il troppo amore nei confronti del primogenito, non avevano dato la giusta importanza. Un campanello d'allarme, prima dell'esplosione di violenza che oggi li ha travolti. E li sta costringendo a lottare tra la vita e la morte.