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Scuola, la proposta dei presidi: "Dad per tutto gennaio, testing e mascherine Ffp2"

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All'associazione nazionale dei Presidi, non piacciono le decisioni prese dal governo guidato da Mario Draghi sulla scuola per cercare di contenere lo sviluppo del Covid. Il protocollo messo a punto dall'esecutivo, secondo Antonello Giannelli, che dell'associazione è il presidente, "è complicato da attuare e si basa su un presupposto, ovvero che le Asl siano in grado di fare testing nei tempi appropriati. E' vero che è stata ampliata la casistica di chi può fare i tamponi ma anche le farmacie sono congestionate e questo crea problemi". Dichiarazioni rilasciate a SkyTg24. Ma Giannelli è andato ben oltre, rimarcando quella che era stata la sua proposta proprio in ambito scolastico.

La sua idea era didattica a distanza fino al primo febbraio. "In questo periodo - spiega - avremmo potuto aumentare il numero dei vaccinati tra gli studenti, fare una campagna massiccia di testing e distribuire le mascherine Ff2". Poi la scuola sarebbe ricominciata in presenza, probabilmente con un livello di sicurezza e protezione maggiore. Considerato l'andamento attuale della pandemia, il rischio è che la riapertura delle scuole acceleri ancora di più la diffusione del virus. Il governo ha scelto una strada diversa. Intanto rispettare il calendario scolastico per la riapertura post vacanze natalizie, poi modulare la quarantena e la didattica a distanza in base all'età degli studenti e al numero dei positivi. Effettivamente un sistema non semplice da applicare in un momento del genere.

Antonello Giannelli rincara la dose: "Il Governo si è preso la responsabilità politica. Io credo si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore seguendo la logica che avevamo proposto". Non bisogna dimenticare che in questa fase i soggetti più giovani sembrano essere quelli a maggiore rischio di contagio. Dal mondo sanitario, inoltre, è arrivato più volte l'allarme sul notevole aumento dei giovani pazienti ricoverati negli ospedali proprio a causa del Covid