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Nuovo vaccino Novavax, Pregliasco: "Quinta arma contro il Covid. Vediamo se ora si convincono i no vax. E' realizzato come l'insulina"

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E' la quinta arma contro il Covid 19. Così il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore dell'Irccs Galeazzi di Milano, ha definito il vaccino Novavax, approvato oggi, lunedì 19 dicembre, dall'Ema. "Una quinta arma come il Novavax è più che necessaria per avere maggiori cartucce a nostra disposizione contro il Covid 19", ha sottolineato in una intervista concessa all'Agenzia LaPresse. Pregliasco ha definito interessante la metodologia con cui è stato realizzato: "Si basa sulle proteine ricombinanti, tecnica usata anche per produrre il farmaco per l'insulina" e "per altri vaccini come l'epatite B e il papilloma virus". Proprio per questo "la produzione è meno costosa, perché fondata su meccanismi rodati da molti anni". "Per ora Novavax è indicato dai per i soggetti dai 18 anni in poi e poi vedremo", aggiunge Pregliasco precisando che seguiranno prove e studi, come sempre, "ma credo si possano fare in tempi assolutamente brevi"

Il nuovo vaccino potrebbe convincere molti no vax, visto che realizzazione e meccanismo sono come quelli di tanti altri vaccini già utilizzati da anni. "Magari agiterà meno i no vax - continua Pregliasco - perché, essendo basato su un meccanismo conosciuto, farà breccia tra alcuni di loro o meglio tra quelli che hanno paura dei farmaci a Rna", sul quale si basano i vaccini realizzati da Pfizer e Moderna. Oltre ad avere costi di produzione più bassi, il nuovo farmaco ha una "fattibilità più ampia, che può servire in un utilizzo generalizzato come dose booster o in tutte le iniziative di diffusione del vaccino in giro per il mondo".

E l'efficacia contro la variante Omicron? Pregliasco spiega che "i primi segnali sono positivi, ma necessitano ulteriori approfondimenti. I dati che ci vengono riferiti in termini di sicurezza sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli degli altri vaccini con caratteristiche più che buone e l'efficacia c'è. Vedremo i dati per quanto riguarda la variante Omicron, ma quelli che riguardano al terza dose sono interessanti perché evidenziano livelli elevati di protezione dal virus nei pazienti a cui il nuovo vaccino è stato somministrato".