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Fabrizio Pregliasco, bomba Covid: durante le feste di Natale ogni giorno 30mila contagi e 200 morti

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Circa 30mila nuovi casi di Covid 19 ogni giorno e 200-250 decessi. Sono le drammatiche previsioni per le prossime settimane, di Fabrizio Pregliasco. Proiezioni da incubo quelle del virologo, direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano. Durante il programma Agorà condotto da Luisella Costamagna su Rai 3, il medico non si tira indietro davanti alle domande incalzanti su cosa dobbiamo aspettarci per le feste di Natale. Dopo la sua previsione di 30mila nuove infezioni ogni giorno, Alessandro Cecchi Paone gli chiede quante saranno le vittime e Pregliasco spiega che a suo avviso, in base "ai modelli matematici, stiamo parlando di 200-250 decessi ogni giorno". Pregliasco nel suo intervento ha spiegato che in Italia stiamo vivendo una fase "crescente" dei contagi da Covid e che dobbiamo "considerare che ogni contatto interumano, favorito dalle aperture che ci sono state, ha una piccola probabilità" di far girare il virus.

Secondo Pregliasco l'unica alternativa sarebbe quella che c'era prima del vaccino, ossia "il lockdown che è stato efficace contro il virus ma con disastrose conseguenze" sia a livello economico che sociale. Durante la trasmissione il virologo è tornato a parlare del vaccino e a spiegare che l'obiettivo è quello della riduzione di una malattia grave, sperando che sul contagio sia il tempo a farne diminuire l'efficacia. Ha aggiunto che la campagna vaccinale evita "l'80 per cento delle infezioni nell'immediatezza della seconda dose, a distanza di sei mesi siamo al 50-55 per cento".

Il super green pass? Ha spinto molti a vaccinarsi, dice Pregliasco, ma ancora non basta. E che ne pensa dell'obbligo delle somministrazioni? "Non possiamo andare a vaccinare forzosamente le persone che non si vaccinano, uno zoccolo duro rimarrà - sottolinea - il compromesso accettabile è quello del green pass più stringente a seconda dell'andamento epidemiologico". Una cosa secondo Pregliasco è certa: le onde con il rialzo dei casi e i ricoveri nei reparti Covid e in terapia intensiva, ci saranno ancora a lungo. La buona notizia è che stanno iniziando ad arrivare anche i farmaci che daranno maggiori certezze sugli approcci terapeutici, ma non devono essere considerati un'alternativa al vaccino.