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Myrta Merlino, il potente che cercò di baciarla: "Gli ho dato un ceffone e me ne sono andata". Vittorio Sgarbi, perché non l'hai denunciato?

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"Strauss Khan, mi spinse contro il muro e cercò di baciarmi. Gli diedi un gran ceffone e me ne andai". L'ha raccontato Myrta Merlino nella puntata di Non è l'Arena di mercoledì 8 dicembre. Durante il dibattito sul caso del tifoso che ha palpeggiato la giornalista Greta Beccaglia, Vittorio Sgarbi ha chiesto a Myrta Merlino perché "non hai denunciato una persona molto potente che ti ha toccato?". La conduttrice ha raccontato l'episodio senza censure: "E' successo molti anni fa e non solo non l'ho denunciato, ho raccontato questa cosa quando ho pensato di usarla, per minimizzare l'episodio che gli era successo". "Parliamo di Dominique Strauss Kahn (ex ministro francese, ndr). Io vado a Davos, al Wolrdl Economic Forum, lavoravo con Alan Friedman e chiedo una intervista a Strauss Kahn".

"Lui - continua Merlino - mi dà un appuntamento al bar di un albergo. Era normalissimo a Davos, località di montagna. Arrivo al bar, mi viene portato un vassoietto di argento con un bigliettino dove c'era scritto che mi aspettava nella sua suite. Accadeva che alcuni grandi personaggi rilasciavano le interviste in camera. Eravamo della Rai, avevo la troupe con parecchie persone. Saliamo tutti insieme e busso alla porta. Lui mi chiede di entrare prima perché voleva concordare l'intervista. Io entro. Lui tira fuori lo champagne, indossava una specie di vestaglia. Rimango un po' stupita, gli dico che vado di fretta e voglio fare l'intervista. Ero gentile, lui era un signore potentissimo e volevo portare a casa il servizio".

"Dopo un po' lui comincia a dire cose strane, io mi alzo per andarmene. Mi spinge contro il muro e cerca di baciarmi. Gli do un gran ceffone, esco dalla stanza e me ne vado. Alan mi ha rimproverato che non avevo fatto l'intervista". Sgarbi insiste: "Perché non l'hai denunciato?". E lei spiega: "Ero basita che un personaggio come lui si metteva in una condizione così delirante, ma non ho avuto paura, gli ho dato uno schiaffo, sono uscita dalla stanza, poi l'ho raccontato a Friedman e a mia madre. Mamma mi ha detto che era un maiale. Alan che avrei dovuto fare comunque l'intervista. Onestamente io non mi sono sentita minacciata. Ho pensato che era un matto, cretino e che avrebbe fatto una brutta fine. Quando molti anni dopo è incappato nella vicenda di New York (fu arrestato per una tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera e poi scagionato, ndr) ho rilasciato una intervista raccontando la storia e dicendo che non credevo che fosse un violentatore, ma un lumacone, che faceva delle cose molto stupide, al punto che io, che non sono un campione di boxe, gli ho dato un ceffone e me ne sono andata".