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Sergio Mattarella, ovazione alla prima alla Scala. Sei minuti di applausi e le urla: "Bis, bis". Il presidente commosso | Video

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Sergio Mattarella si conferma uno dei presidenti della Repubblica più amati della storia d'Italia. Una vera e propria standing ovation gli è stata tributata alla prima del Teatro alla Scala di Milano. Dal palco presidenziale, con gli occhi lucidi e un'emozione visibili anche con la mascherina ben posizionata sul volto, ha cinto le mani per ringraziare il pubblico che per sei minuti lo ha applaudito, urlandogli di restare al suo posto con ripetute grida "bis, bis". A Mattarella è stata chiesta ormai da tutti e in qualsiasi lingua, la disponibilità ad un secondo mandato, almeno ad una parte di esso. Sia perché il Paese è nel pieno di una drammatica lotta contro la pandemia, sia perché al momento l'elezione del nuovo capo dello Stato rischia di essere un aspro braccio di ferro tra le forze politiche che siedono in parlamento. 

Il capo dello Stato, però, vuole rispettare le regole e quindi lasciare il posto al suo successore. A meno di clamorose retromarce, non sarà della partita che si avvierà a metà del prossimo mese di gennaio, anche se un pezzo consistente della comunità italiana spera ancora che cambi idea, magari mentre assiste alle manovre delle forze politiche che in questa fase, come sempre accade nell'elezione del presidente, hanno iniziato con veti e polemiche sui possibili candidati.

C'è chi spera di vedere che a salire sul Colle sia l'attuale primo ministro Mario Draghi, chi ha lanciato la candidatura di Silvio Berlusconi, chi sostiene con tutte le forze che anche nel nostro Paese sia arrivato il momento di eleggere una donna e chi continua a ribadire che la cosa più importante è che il successore di Mattarella venga votato da un'ampia maggioranza, che sia, cioè, una persona di alto livello la cui elezione convince il maggior numero possibile di forze politiche. La senatrice a vita Liliana Segre ha detto la sua, con parole molto semplici: "Vorrei un presidente come Mattarella". L'ennesimo appello al bis.