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Reddito di cittadinanza, scoperta truffa da oltre 800.000 euro: nei guai 110 stranieri. Urgente migliorare la misura

Christian Campigli
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Non c'è pace per il reddito di cittadinanza. Non passa settimana senza che le cronache raccontino di clamorose irregolarità, evidenziate dalle  inchieste delle forze dell'ordine. Una serie troppa lunga di episodi per poterli valutare singolarmente e solo da un punto di vista meramente giudiziario. Appropriazioni indebite di denaro pubblico, che sollevano nuovamente il polverone politico, le accuse reciproche ed i tentativi di minimizzare da parte degli esponenti del Movimento Cinque Stelle. In attesa di una serie di migliorie che, a questo punto, sono tanto urgenti quanto necessarie.

 

 

Mercoledì 1 dicembre i finanzieri del comando provinciale di Messina hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo “delle somme indebitamente percepite, pari a circa 817 mila euro, da centodieci cittadini stranieri non aventi diritto al beneficio del reddito di cittadinanza”. Gli uomini in divisa hanno esaminato una platea di oltre duemila stranieri che vivono nella città siciliana e risultavano aver richiesto e percepito il sussidio: rumeni, nigeriani, marocchini, srilankesi, ma anche arabi e sudamericani. “Per l’ottenimento del beneficio in parola è necessario il possesso da parte del richiedente, al momento della presentazione della domanda, della residenza in Italia da almeno dieci anni, gli ultimi due in modo continuativo – sottolineano, in una nota, le fiamme gialle -. Sono stati incrociati i dati relativi alla residenza dei richiedenti con quelli relativi alla data di ingresso nel territorio nazionale e di rilascio di eventuale permesso di soggiorno. Tale attività ha quindi consentito di individuare ben centodieci stranieri che, in sede di presentazione della domanda, contrariamente al vero, dichiaravano di possedere il predetto requisito, ottenendo, in tal modo, indebitamente, il beneficio. Alcuni di essi, tra il 2019 ed il 2021, avrebbero addirittura percepito somme superiori a ventinovemila euro”. È stato quindi disposto il sequestro delle somme indebitamente percepite. Tra le ipotesi di reato spicca quella prevista per l’illegittima percezione del reddito di cittadinanza che, nei casi più gravi, prevede la reclusione da due fino a sei anni.

 

 

Solo martedì 30 novembre Matteo Salvini aveva tuonato contro i Grillini e la loro legge simbolo. “Bisogna trovare altri tre miliardi, per contrastare il caro bollette. Questa è l'emergenza e per questo chiediamo al presidente Mario Draghi il massimo sostegno. Mettere nove miliardi al reddito di cittadinanza che spesso va ai furbetti non aiuta. Parte si può recuperare dal taglio al reddito di cittadinanza dei furbetti. Questa è l'emergenza da risolvere subito e oggi ne parleremo con Draghi”. Ancora più netta, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. “Si tratta di una misura pensata male. Uno Stato giusto non mette sullo stesso piano chi può lavorare e chi non può lavorare. Questa cosa la fa uno Stato folle. Ne chiediamo l'abolizione”. Polemiche, accuse, prese di posizioni roboanti. Passano i mesi, si moltiplicano le inchieste sui furbetti, ma il reddito di cittadinanza, al contrario, appare ogni giorno di più un monolite intoccabile.