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Un Giorno in Pretura, stasera in tv 27 novembre 2021 su Rai3: il caso Sonia Marra e il ruolo di Umberto Bindella

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Stanotte, 27 novembre 2021, va in onda Un Giorno in Pretura con una puntata dedicata alla seconda parte del caso Sonia Marra (Rai3, dopo la mezzanotte). La sentenza della Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sul coinvolgimento di Umberto Bindella, l’ex agente del corpo forestale dello Stato con cui Sonia ha avuto una relazione. I giudici hanno confermato l’assoluzione di primo grado “per non aver commesso il fatto” e anche in secondo grado del marscianese, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il suo nome era spuntato fuori durante le indagini, analizzando i tabulati telefonici. Il cellulare della ragazza di Specchia era stato spento il giorno in cui è sparita nel nulla, ma gli esperti avevano trovato diversi messaggi tra Bindella e la studentessa.

 

 

La storia ha inizio il 16 novembre 2006, quando Sonia Marra scompare nel nulla. Le lancette dell’orologio avevano da poco segnato le 15.30 quando la famiglia ascolta per l’ultima volta la sua voce. Una chiamata come tante, una chiacchierata del più e del meno e, come saluto, un normalissimo ciao. Tutto sembrava normale. Avrebbe dovuto richiamare, come tutte le sere, per la buonanotte, ma il telefono non squillò mai più. Quel momento rimarrà sempre impresso nella mente di mamma Lucia e papà Donato che, da allora, combattono per sapere la verità, per avere un corpo e una tomba dove piangere, dove pregare. Il processo di primo grado era iniziato il 7 luglio del 2011 e sei anni dopo, precisamente il 26 ottobre del 2017 era arrivata la prima assoluzione nei confronti di Umberto Bindella A gennaio del 2019 poi si era aperto il processo di secondo grado, concluso appunto con l’assoluzione il 29 giugno dello stesso anno. Ma per la Procura prima e la Procura Generale poi, il colpevole resta Umberto.

 

 

Sonia, una studentessa timida e che aveva pochi amici, sparì da un appartamento della zona di Elce nel pomeriggio del 16 novembre 2006. Su dove e come sia avvenuta la sua fine, non esiste neanche la traccia più labile. Inghiottita nel nulla da anni. I familiari hanno sempre scartato l’ipotesi che lei si sia allontanata volontariamente. Per loro è stata uccisa. Ma non hanno neanche una tomba in cui andare a pregarla. Dopo la sentenza di primo grado l’omicidio è diventata anche una verità processuale. La Corte d’Assise disse che la studentessa pugliese era stata uccisa e poi fatta sparire da una mente criminale. Per la Procura il colpevole è Bindella che avrebbe ucciso Sonia per una ipotetica gravidanza indesiderata. Bindella ha mentito sul rapporto che aveva con la ragazza: i due infatti si conoscevano perché entrambi frequentavano la scuola di Teologia di Montemorcino. Bindella, che si è sempre detto innocente, aveva ammesso di aver avuto un’amicizia con Sonia, ma aveva sempre negato di aver avuto una relazione con la ragazza e di essere il padre del bambino che sospettavano aspettasse. Stando a lui, i due avrebbero avuto un solo approccio intimo oltre un mese prima della scomparsa della giovane. La versione di Bindella non corrisponde a quanto riferito dalle amiche della ragazza e dal suo ex fidanzato. Un Giorno in Pretura ripercorre il caso.