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Contagi Covid in aumento, ecco le città italiane che stanno peggio. I nuovi vaccinati continuano ad essere pochi

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Emergenza Covid in Italia. Mentre da cinque settimane aumentano i contagi e i ricoveri, nelle ultime due si è stabilizzato il numero dei nuovi vaccinati, intorno a 127 mila. Secondo la Fondazione Gimbe, è un numero che, seppure esiguo, dimostra che esiste ancora la possibilità di convincere gli indecisi. Lo rileva il monitoraggio indipendente. "Degli oltre 7 milioni di persone non vaccinate, tuttavia - precisa Gimbe - si muovono troppo lentamente due fasce che preoccupano: da un lato 2,62 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole. Al 24 novembre il 79,2% della popolazione (46 milioni 928.704) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (34.657 in più rispetto alla settimana precedente) e il 76,7% (45 milioni 435.706) ha completato il ciclo vaccinale. In lieve aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (un milione 380.796), con una media mobile a 7 giorni di 207.593 somministrazioni al giorno.

I numeri sul vaccino sono destinati a salire. Sia per l'altissimo numero di cittadini che devono sottoporsi alla terza dose, sia per i possibili effetti del super green pass e dell'insorgere della paura dei cittadini davanti all'aumento di contagi e ospedalizzazioni. Intanto in tutte le Regioni, tranne la Basilicata, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 1,3% della Toscana al 124,3% della Valle D’Aosta. In 92 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto tutte le Province superano tale soglia.

In 18 Province si contano, invece, oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (674), Gorizia (492), Bolzano (442), Forlì-Cesena (311), Padova (274), Rimini (249), Aosta (248), Ravenna (214), Treviso (213), Venezia (213), Vicenza (200), Pordenone (186), Udine (183), Fermo (172), Ascoli Piceno (166), Belluno (162), La Spezia (162) e Imperia (160). "Quando l’incidenza supera i 150 casi per 100 mila abitanti - commenta il presidente Cartabellotta - gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l’esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto dalla Provincia Autonoma di Bolzano".